Dal 5 al 13 settembre Villa Leonardi ospita la prima personale del pittore di Induno Olona, un percorso tra ricordi, introspezione e pittura a olio.

Per vent’anni ha lasciato i pennelli da parte, senza però abbandonare davvero la pittura. Ora, dopo un lungo percorso personale e artistico, Luigi Abbiati porta per la prima volta le sue opere in una mostra personale. Dal 5 al 13 settembre 2026, Villa Leonardi a Ternate ospiterà L’io riflesso, esposizione promossa dall’associazione Trinate Nova APS con il patrocinio del Comune di Ternate e nell’ambito del Progetto ELE-RGIA 2025.

La mostra sarà inaugurata venerdì 5 settembre alle 17.00, con un aperitivo. Sarà poi visitabile dal lunedì al sabato dalle 17 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

La pittura iniziata da ragazzo e poi messa da parte

La storia di Abbiati con la pittura comincia quando è ancora ragazzo. Un insegnante delle scuole medie gli suggerisce di iscriversi al liceo artistico, ma la famiglia non accoglie l’idea e Luigi sceglie così di proseguire gli studi di ragioneria.

La sua carriera lavorativa si svilupperà quindi nel mondo bancario, dove resterà per quasi cinquant’anni. La pittura, però, continua ad accompagnarlo nel tempo libero. Per quattro anni frequenta la scuola d’arte della SOMS di Arcisate, il sabato pomeriggio, iniziando dal disegno per poi dedicarsi alla pittura a olio.

Dalle nature morte realizzate in atelier passa anche alla pittura en plein air, trovando nel paesaggio uno dei suoi soggetti. Tra i luoghi più ricorrenti c’è il giardino della casa dei suoceri a Ternate, che diventa una meta abituale dei fine settimana dopo il matrimonio con Luisa, nel 1979.

Un luogo vissuto come rifugio dalla routine quotidiana, quasi un locus amoenus, che sarà anche protagonista di una delle ultime serie dipinte durante la sua giovinezza.

Poi arrivano il trasferimento dell’ufficio a Milano e una vita sempre più frenetica. Per circa vent’anni i pennelli rimangono da parte.

Il ritorno alla pittura e la ricerca interiore

Il rapporto con la pittura riprende nel 2013, con la pensione. Abbiati ritrova finalmente il tempo per dedicarsi con maggiore continuità alla sua passione e inizia a dipingere con regolarità, arrivando a realizzare almeno un quadro al mese.

La tecnica rimane quella di sempre, la pittura figurativa a olio su tela, ma nel frattempo è cambiato il suo modo di guardare e di raccontare ciò che vede.

Durante gli anni lontano dalla pittura, Abbiati ha infatti frequentato per circa un decennio una scuola dedicata all’indagine sull’animo umano, ispirata al modello degli antichi filosofi greci. Un percorso di conoscenza di sé che oggi confluisce anche nel suo lavoro artistico.

Le sue opere non vogliono quindi limitarsi a rappresentare la realtà, ma diventano una forma di riflessione attraverso le immagini. Le sensazioni prendono forma sulla tela attraverso simbologie dense, ispirate alla letteratura e alla psicologia.

Ogni quadro diventa una pagina di diario

È da questo rapporto tra pittura e introspezione che nasce il titolo della mostra, L’io riflesso.

Ogni opera richiede circa un mese di lavoro, dedicato alle sfumature e alla costruzione della tela. Il risultato non è soltanto un’immagine, ma la rappresentazione di un pensiero, di una sensazione, di un momento del proprio percorso.

Le tele diventano così una sorta di diario per immagini, nel quale Abbiati lascia emergere qualcosa di sé.

Ed è proprio questo il senso di L’io riflesso: non soltanto una raccolta di dipinti, ma un percorso attraverso il quale l’artista si racconta e si ritrova nelle proprie opere.

La mostra sarà visitabile a Villa Leonardi a Ternate dal 5 al 13 settembre. L’iniziativa è promossa da Trinate Nova APS, con il patrocinio del Comune di Ternate.


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