Carol Maltesi aveva 26 anni, un figlio piccolo, e un nome d’arte — Charlotte Angie
— con cui si era costruita un futuro nel mondo dei contenuti per adulti. Viveva a
Rescaldina, in provincia di Milano, ma le sue radici erano nel varesotto: era nata a
Sesto Calende. L’11 gennaio 2022 quella vita finisce nel modo più brutale.

Come è morta Carol Maltesi?

A ucciderla è Davide Fontana, ex bancario, ex fidanzato con cui Carol aveva ormai
chiuso la relazione sentimentale ma non i rapporti di lavoro. Quel giorno si erano
dati appuntamento a casa di lei per girare un video destinato a una piattaforma di
contenuti per adulti, commissionato dallo stesso Fontana attraverso un profilo social falso: Carol avrebbe dovuto apparire legata e incappucciata. È lì, legata a un palo, che Fontana la colpisce con un martello. Tredici volte alla testa. Poi la finisce con una coltellata alla gola.

Quello che succede dopo è ciò che ha reso questo delitto uno dei più agghiaccianti
degli ultimi anni. Fontana seziona il corpo in diciotto pezzi. Prova a bruciarli con un barbecue, non riuscendoci. Compra un congelatore apposta per conservare i resti, che tiene in casa per quasi due mesi. Nel frattempo usa il telefono di Carol per
rispondere ai messaggi di amici e parenti, fingendo che fosse ancora viva. Solo dopo settimane si libera dei resti, chiusi in sacchi neri, gettandoli da un dirupo in Val Camonica, nel bresciano.

Il movente

Il movente, ricostruito dagli inquirenti, sarebbe legato al trasferimento che Carol
aveva in programma: lasciare Rescaldina, e quindi anche Fontana, per andare a
vivere altrove con il figlio. Un movente che la difesa ha sempre contestato, parlando di delitto d’impeto e non di premeditazione.

Il processo e l’iter giudiziario

Fontana confessa il 30 marzo 2022. Da lì inizia un percorso giudiziario lungo e
tutt’altro che lineare. Primo grado: 30 anni di reclusione, senza le aggravanti più
gravi. Primo appello, febbraio 2024: ergastolo, con il riconoscimento della
premeditazione e della crudeltà. Ma la Cassazione annulla la sentenza, giudicando le motivazioni sulla premeditazione insufficienti. Si torna in appello: a maggio 2025 arriva un secondo ergastolo. E ancora una volta, a inizio 2026, la Cassazione annulla la sentenza e dispone un terzo processo d’appello, sempre sullo stesso punto: la premeditazione c’è stata o no?

La triste storia di Carol Maltesi oggi

Ad oggi la vicenda giudiziaria di Carol Maltesi non è chiusa. Fontana resta detenuto, la sua colpevolezza per l’omicidio non è mai stata in discussione — lui stesso ha confessato — ma il grado dell’aggravante, e quindi la certezza dell’ergastolo, è ancora sospeso in attesa dell’ennesimo pronunciamento.

Una storia che dopo quattro anni continua a tornare nelle aule di tribunale, mentre
la famiglia di Carol aspetta ancora una parola definitiva.


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