A Gornate Olona, immerso nel verde della Valle Olona, sorge uno dei
luoghi più suggestivi — e più inquietanti — di tutta la provincia di Varese:
il Monastero di Torba, oggi patrimonio UNESCO, gestito dal FAI. La sua
storia comincia molto prima delle monache: nasce come castrum
romano, tra il IV e il V secolo, punto strategico di avvistamento lungo la
valle. Passa nelle mani di Goti, Bizantini e Longobardi, prima di diventare,
nell’VIII secolo, un monastero benedettino…

Il monastero

Il monastero si trova al secondo piano della torre, nell’oratorio dove le
religiose si riunivano in preghiera, che si trova l’affresco al centro di uno
dei misteri più raccontati del territorio. Sulla parete ovest sono raffigurate
otto monache in processione, sopra di loro altrettante sante, forse le loro
protettrici, forse una loro trasfigurazione celeste. Ma di queste otto
figure, tre non hanno volto. Non un volto rovinato dal tempo, non tratti
sbiaditi: un ovale perfettamente vuoto, liscio, come se non vi fosse mai
stato dipinto nulla sopra.

Le possibili spiegazioni

La spiegazione più razionale chiama in causa l’umidità del luogo, che
avrebbe cancellato pigmenti applicati con una tecnica meno resistente
rispetto al resto dell’affresco. Ma è un’ipotesi che non convince fino in
fondo
: se fosse solo umidità, perché proprio tre volti su otto risultano
assenti in modo così netto, mentre gli altri cinque, pur rovinati,
conservano ancora tratti riconoscibili?

La leggenda

La leggenda, tramandata nei secoli tra chi vive in questa valle, racconta
un’altra storia. Mentre l’affresco veniva realizzato, tre monache si
allontanarono dal monastero
per ragioni che nessuno ha mai saputo
spiegare.
I loro volti furono lasciati vuoti, in attesa che tornassero, o che altre
religiose ne prendessero il posto nel dipinto. Ma quelle tre non fecero mai
ritorno. Il monastero, isolato e circondato da boschi non sempre sicuri, fu
infine abbandonato dalle monache nel 1482. I volti restarono così:
bianchi, in sospeso.
Si dice che i loro spiriti vaghino ancora oggi tra i boschi intorno a Torba,
nel tentativo di rientrare in quel dipinto rimasto incompiuto. Solo quando
vi riusciranno, racconta la leggenda, potranno finalmente avere
un’identità e con essa, la pace.

Monastero di Torba, Parco Archeologico di Castelseprio, Varese, Lombardy, Italy, Europe

Il Monastero di Torba oggi

Il Monastero di Torba, dopo secoli di utilizzo agricolo e abbandono, fu
acquistato nel 1977 da Giulia Maria Mozzoni Crespi e donato al FAI, che lo
ha restaurato e aperto al pubblico. Oggi chi lo visita può salire fino
all’oratorio e trovarsi davanti a quelle otto figure — cinque con il volto,
tre no — in un silenzio che, tra queste mura di pietra romana e affreschi
longobardi, sembra ancora custodire la domanda a cui nessuno ha mai
davvero risposto
.


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