Biciclette leggendarie, Tour de France in bianco e nero, strade sterrate e campioni che sembravano usciti da un romanzo d’avventura. A Grantola arriva un weekend dedicato al ciclismo delle origini, quello eroico degli anni Venti e Trenta, quando correre significava anche sopravvivere alla polvere, alle cadute e alle tappe infinite.
Sabato 16 e domenica 17 maggio l’ex Chiesa di San Carlo ospiterà “Epoca eroica, ciclismo anni ’20 e ’30”, iniziativa promossa dalla Pro Loco Grantola insieme agli Amici della San Carlo, con la collaborazione de Cycling Sport Promotion di Mario Minervino, Luca Carraro e La Bottega del Romeo.
L’idea è quella di trasformare uno spazio poco conosciuto ma suggestivo del centro di Grantola in una piccola macchina del tempo dedicata alla memoria del ciclismo pionieristico. Dentro ci saranno fotografie, tavole illustrate, racconti e spettacoli dedicati a figure leggendarie come Alfredo Binda e Ottavio Bottecchia, il primo italiano capace di vincere il Tour de France.
Il programma si aprirà sabato 16 maggio alle 17.30 con l’inaugurazione della mostra sul “ciclismo eroico”, curata da Luca Carraro. Tra i pezzi più interessanti ci sarà anche una sezione dedicata alle opere di Andrea Ferraris, autore Disney e fumettista che negli anni ha lavorato a diversi progetti dedicati proprio a Bottecchia. Tavole, schizzi e pannelli che riportano in vita l’epopea dei grandi pionieri delle due ruote.
Alle 18 spazio invece al teatro con “Io, Ottavio Bottecchia”, monologo interpretato da Claudio Cadario con la regia di Lidia Estelava e produzione Youkali Teatro. Uno spettacolo che ripercorre la vicenda umana e sportiva del campione veneto, figura simbolo di un ciclismo fatto di fatica estrema, gloria e mistero.
Domenica 17 maggio alle 17 il weekend proseguirà con “La Bottega del Romeo e altri racconti”, incontro narrativo curato da Lorenzo Franzetti tra letture, aneddoti e storie dedicate a biciclette, ciclisti e memoria sportiva.
Più che una semplice mostra, sarà un piccolo tuffo dentro il ciclismo romantico delle origini: quello delle borracce di latta, delle strade bianche e degli uomini che pedalavano come se ogni salita fosse una questione di destino.






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