Ci sono libri che provano a restituire nomi, volti e memoria a persone che il tempo e la violenza rischiavano di cancellare. Venerdì 15 maggio, al Salone Internazionale del Libro di Torino, uno degli incontri più intensi della manifestazione parlerà proprio di questo: ricordare le vittime innocenti delle mafie e trasformare la memoria in impegno concreto.
Alle 11.30, nello spazio “Dire, fare e lottare contro la mafia oggi” al Padiglione Oval, stand V101/U102, saranno presentati i volumi La mafia porta via vite innocenti e Insieme si può, in un incontro che unirà testimonianza civile, educazione e racconto del territorio.
A confrontarsi saranno Nando dalla Chiesa, don Massimo Mapelli e Giovanni Arzuffi.
Il libro “La mafia porta via vite innocenti” nasce dal concorso “RicordaTela. Storie di mafia e ingiustizia”, promosso da La Tela Osteria sociale del Buon Essere insieme a Libera Legnano, al Patto dei sindaci dell’Altomilanese e al Comune di Rescaldina, con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.
A scriverlo sono stati gli studenti delle scuole del Legnanese, chiamati a raccontare le storie dei bambini e dei ragazzi uccisi dalla mafia. Vittime spesso dimenticate, nomi che rischiano di restare soltanto righe dentro archivi giudiziari o elenchi commemorativi.
«Ci siamo stupiti leggendo quanto numerosi fossero i loro nomi, commossi scoprendo le loro storie e indignati davanti a tanta violenza e ingiustizia», scrivono gli studenti dell’Istituto Dante Alighieri di Cerro Maggiore nel testo introduttivo del volume.
Nella prefazione, Giovanni Arzuffi racconta il lavoro di ricerca svolto dai ragazzi, capaci in alcuni casi di ricostruire vicende quasi completamente dimenticate. Tra queste anche quella di Vincenzo Mulè, bambino ucciso nel 1981, al quale è stata poi dedicata l’aula magna di una scuola media siciliana grazie al lavoro degli studenti.
Il volume raccoglie le storie di decine di minori uccisi dalle mafie tra il 1945 e oggi. Bambini e adolescenti travolti dalla violenza criminale: da Giuseppe Di Matteo a Dodò Gabriele, da Rita Atria a Cocò Campolongo. Un elenco che attraversa decenni di storia italiana e che, letto tutto insieme, colpisce come un pugno silenzioso.
Nella prefazione del libro, la procuratrice aggiunta della Direzione distrettuale antimafia di Milano Alessandra Dolci ricorda che le vittime minorenni censite da Libera dal 1945 a oggi sono 117 e sottolinea come «non esista una mafia buona».
Accanto a questo volume sarà presentato anche “Insieme si può”, libro dedicato all’esperienza di Libera Masseria a Cisliano, oggi trasformata in uno spazio di comunità, inclusione e solidarietà.
Il libro racconta come un bene confiscato alla criminalità possa diventare un luogo capace di generare relazioni, cultura e partecipazione. Un ribaltamento simbolico potentissimo: spazi nati dal potere mafioso che diventano invece strumenti di giustizia sociale.
Nella prefazione, Luigi Ciotti definisce Libera Masseria «un bene confiscato, oggi liberato», sottolineando quanto la lotta alla mafia abbia bisogno non soltanto di parole, ma di esempi concreti capaci di cambiare davvero i territori.
L’incontro al Salone del Libro unirà così due percorsi diversi ma profondamente collegati: il ricordo dei bambini e dei ragazzi innocenti uccisi dalla mafia e il racconto di comunità che scelgono ogni giorno di opporsi alla criminalità trasformando luoghi feriti in spazi di cultura, memoria e partecipazione civile.
Perché la memoria, quando viene condivisa davvero, smette di essere soltanto commemorazione e diventa qualcosa di molto più potente: una forma di resistenza collettiva.








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