La Strage dei Fornai è un delitto risalente al 1998, avvenuto a Cadrezzate. Ma perché dopo anni si è tornati a parlarne? Il responsabile è Elia Del Grande, un uomo – oggi adulto – con un passato di pesante abusi di droga, un accoltellamento a un tassista e, infine, una strage familiare.

Strage dei Fornai: c’erano stati degli avvertimenti?

Elia Del Grande era noto, in paese e alle Forze dell’Ordine, per il consumo di stupefacenti. Da poco passata la maggiore età era stato responsabile di un’aggressione nei confronti di un tassista, colpito più volte con un coltello. Quell’episodio causò alla vittima la perdita di un occhio.

Per cercare di tenerlo lontano dai guai, la sua famiglia decise di mandare Elia a Santo Domingo, dove i suoi genitori possedevano alcune proprietà immobiliari. Nella Repubblica Dominicana il ragazzo conobbe una coetanea, con la quale iniziò una relazione. I suoi familiari, però, non vedevano di buon occhio questa unione.

Tornato in Italia, Elia Del Grande – all’apice della sua follia – dopo aver assunto cocaina, il 7 gennaio del 1998 imbracciò un fucile e uccise suo padre Enea, di 58 anni, sua madre Alida, di 53 e suo fratello Enrico, di 27. Questo delitto venne reso noto come la Strage dei Fornai. La famiglia Del Grande era molto nota in zona, poiché titolare di un’impresa di panificazione.

La follia omicida di Elia venne ricondotta alla relazione con la ragazza di Santo Domingo, tanto osteggiata dalla famiglia di lui. Sembra, infatti, che i genitori del giovane si fossero opposti al matrimonio. Dopo la Strage dei Fornai, Del Grande scappò in Svizzera e fu fermato poco dopo. Confessò immediatamente il triplice omicidio e venne condannato a 30 anni di carcere, dopo il riconoscimento della semi-infermità mentale.

La libertà vigilata

Lo scorso anno, di quei 30 anni, il responsabile della Strage dei Fornai ne aveva scontati 25; i giudici del Tribunale di Sorveglianza avevano stabilito che Elia Del Grande potesse essere riabilitato in libertà vigilata, poiché ritenuto ancora socialmente pericoloso. Il motivo erano stati furti e molestie avvenuti a Olbia, dove si era trasferito una volta lasciato il penitenziario. A fronte di tutto questo, quindi, era stata decisa per lui una nuova misura cautelare: il collocamento in una casa-lavoro nel Modenese. Dopo sei mesi nella struttura, si sarebbe fatta una nuova valutazione.

La fuga

Nell’ottobre del 2025, però, accade qualcosa: il responsabile della Strage dei Fornai evade dalla casa-lavoro di Castelfranco Emilia. Un video, infatti, mostra Elia calarsi giù da una finestra grazie a una corda. Il SAPPe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), sulla sua fuga, dichiarava quanto segue: “È riuscito a calarsi dal muro di cinta con una rudimentale fune, ricavata dall’unione di diversi fili elettrici; la scarsa sicurezza della struttura, dove convivono 45 internati e 40 detenuti. Un’ingiustificata e ingiustificabile promiscuità, trattandosi di soggetti con caratteristiche completamente diverse che richiedono anche una gestione altrettanto diversa”.

I precedenti tentativi

Elia Del Grande, noto per la Strage dei Fornai, non era nuovo ai tentativi di fuga; oltre a quello messo in atto dopo l’uccisione della sua famiglia, aveva tentato di evadere dal carcere di Pavia. Anche in quel caso, una volta scoperto, aveva ricevuto un’ulteriore condanna a otto mesi di reclusione.

Indagati

Per la fuga di Elia è stata indagata anche la sua compagna, che era andata a trovarlo solo pochi giorni prima dell’evasione. Sempre lei, già nel 2015, lo aveva aiutato a progettare la fuga dal penitenziario di Pavia.

L’arresto

I Carabinieri della zona di Varese hanno arrestato nuovamente il responsabile della Strage dei Fornai, oggi 51enne. Gli agenti hanno fatto irruzione nell’appartamento di Cadrezzate trovandolo in casa e ponendolo immediatamente in arresto; lui non ha opposto resistenza alcuna. Ovviamente gli è stata negata la libertà vigilata.

Recenti sviluppi In occasione di Pasqua 2026, a Elia Del Grande è stato concesso un permesso per celebrare la festività fuori dalla struttura in cui risiede. La sera, però, non ha fatto rientro. È dunque la seconda fuga in pochi mesi; ospite di Gianluigi Nuzzi a Dentro la Notizia, la sua compagna – Rossella Piras – si è espressa in questo modo: “Non so niente. Lo sentivo quando era in carcere. Lui doveva uscire e io avevo già la valigia pronta. L’accordo era che sarebbe arrivato in Sardegna per sei mesi in vigilata, dopo la vigilata sarebbe tornato di nuovo al paese”.
E ancora, poi, ha aggiunto: “Non mi dite che era pericoloso, perché io ci dormivo insieme e lo conosco molto bene, e la pericolosità è ben altro. Porto avanti gli interessi della famiglia già da 19 anni, perché mi era stato dato l’incarico dalla zia quando lui era ancora detenuto. Sono preoccupata, è normale, e sono anche molto arrabbiata. Il magistrato non ha detto che è socialmente pericoloso: ha voluto rinchiuderlo perché riteneva che non fosse pronto a stare fuori. È un accanimento vero e proprio”. Al momento le ricerche continuano.


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