Da una sala di un’osteria sociale di Rescaldina fino al Quirinale e al Vaticano, attraverso frammenti di colore capaci di raccontare una storia di inclusione. È il percorso de “La Stanza del Che Bello”, il progetto artistico collettivo nato nel 2024 all’interno dell’Osteria sociale La Tela, in un bene confiscato alla criminalità organizzata, che ha coinvolto ragazzi con sindrome di Down e altre disabilità intellettive nella realizzazione di un’opera pittorica immersiva.

Dopo tre edizioni, il progetto punta ora a proseguire con nuove esperienze e a coinvolgere altri giovani. Per farlo è stata avviata una raccolta fondi da 9mila euro sulla piattaforma Ginger, con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, pronta a contribuire con il 30% dell’obiettivo una volta raggiunto il 70% attraverso le donazioni.

Per sostenere l’iniziativa è possibile contribuire attraverso la pagina della raccolta fondi su Ginger.

Un’opera collettiva nata a Rescaldina e arrivata nelle istituzioni

La Stanza del Che Bello nasce dall’incontro tra la cooperativa sociale La Tela, l’associazione Team Down e la maestra d’arte Francesca Marianna Consonni. L’idea è trasformare un’intera sala dell’osteria in un’opera d’arte immersiva, affidando a quindici ragazzi e ragazze il compito di costruire insieme un ambiente fatto di colori, forme e orizzonti.

Per circa un mese, i partecipanti lavorano fianco a fianco, guidati dalla maestra d’arte. Ognuno contribuisce con il proprio linguaggio espressivo alla creazione di un risultato comune, in un percorso in cui la pittura diventa uno strumento per comunicare, costruire relazioni e valorizzare l’individualità.

Il nome del progetto nasce proprio dalle reazioni spontanee dei ragazzi durante il lavoro, tra il loro «Va che bello!» e il «Ma che bello!» dei visitatori davanti all’opera completata.

Al termine delle diverse edizioni, la grande composizione viene suddivisa in quadri e frammenti destinati a viaggiare. Alcuni sono stati inviati al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e agli ultimi due Pontefici, che hanno risposto con lettere di ringraziamento e apprezzamento.

«Amo dire che nelle gallerie del Quirinale e nei palazzi vaticani c’è un frammento della nostra Stanza del Che Bello», racconta Giovanni Arzuffi, presidente della cooperativa sociale La Tela, sottolineando il valore simbolico del riconoscimento ricevuto.

L’ultima versione dell’opera è ancora visitabile all’Osteria sociale La Tela, prima di essere smontata e trasformata in nuovi frammenti.

Una raccolta fondi per dare continuità al progetto

Dopo le prime edizioni del 2024, 2025 e 2026, gli organizzatori vogliono rendere l’iniziativa più stabile e ampliare progressivamente il numero dei partecipanti. La prossima edizione è già prevista per marzo 2027.

Per finanziare il percorso è stata lanciata una campagna sulla piattaforma Ginger. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate interverrà con un contributo pari al 30% dell’obiettivo, a condizione che le donazioni raggiungano prima il 70% della cifra prevista.

«Non è soltanto un contributo economico: è un modo per moltiplicare il valore di ogni donazione e creare un’alleanza tra associazioni, cittadini e banca», spiega Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.

Scazzosi richiama anche il significato del luogo in cui l’opera prende forma: un bene confiscato alla criminalità organizzata, oggi trasformato in uno spazio di socialità, cultura e opportunità di inserimento lavorativo per persone fragili. Un cambiamento che trova nell’arte un’ulteriore occasione di partecipazione e condivisione.

L’arte come linguaggio senza barriere

La Stanza del Che Bello non nasce come una semplice attività ricreativa, ma come un’esperienza artistica in cui il valore delle opere non viene definito dalla disabilità di chi le realizza. La pittura offre ai partecipanti la possibilità di esprimersi anche al di là delle difficoltà verbali, sperimentando nuove forme di comunicazione e collaborazione.

L’obiettivo delle prossime edizioni è dare continuità a questa esperienza, coinvolgendo altri ragazzi e nuove realtà del territorio. Per farlo, il progetto ha bisogno del sostegno della comunità.

Come contribuire: la raccolta fondi è disponibile su Ginger, alla pagina La Stanza del Che Bello.

Da Rescaldina è partito un progetto che ha portato piccoli frammenti di un’opera collettiva in luoghi simbolici delle istituzioni italiane e della Chiesa. Ora la sfida è continuare a creare occasioni in cui la bellezza diventi uno spazio aperto a tutti.


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