Questa settimana vogliamo portarvi, per il nostro Fuori porta, al Ricetto di Candelo, in provincia di Biella: un borgo medievale davvero magico.
La storia
Il ricetto è generalmente una struttura fortificata all’interno di un paese, dove solitamente venivano conservate le riserve di cibo del signorotto locale, foraggi, vini e altro, oppure della popolazione. Serviva inoltre a proteggersi durante invasioni o conflitti, ritirandosi al suo interno in caso di attacco.
Quello di Candelo sarebbe stato fondato intorno al 988 d.C., poiché è a questa data che risale il primo scritto in cui compare il suo nome antico, Canderium. Non si conosce purtroppo l’aspetto originario di Canderium, ma dagli studi e dalle analisi svolte sul campo è evidente che, per apparire come lo vediamo oggi, il borgo ha subito numerose modifiche strutturali e ampliamenti, almeno fino al 1400.
È questo infatti l’anno in cui il feudatario Sebastiano Ferrero ne acquisì la proprietà e volle costruirvi la propria abitazione, la Torre del Principe, che non passa di certo inosservata, sia per le dimensioni sia per l’aspetto, più simile a una fortezza che a una casa.
Candelo è uno degli esempi meglio conservati di questa tipologia di struttura medievale, presente in diverse località del Piemonte e in alcune zone dell’Europa centrale.
Dalle sue mura a nord si gode una vista panoramica sull’intero comprensorio delle Prealpi biellesi; in direzione sud, invece, lo sguardo spazia verso il Baraggione – Riserva naturale delle Baragge.
Le Baragge di Candelo, Rovasenda e Piano Rosa tutelano gli ultimi lembi di territorio di brughiera, costituiti da altopiani terrazzati originatisi da depositi fluvio-glaciali accumulatisi nel Pleistocene medio. Un paesaggio che colpisce immediatamente per la sua semplicità e il suo equilibrio di spazi e forme, per il suo apparire senza confini, esteso all’infinito: un ambiente a tratti sorprendentemente somigliante alla savana africana.
Le Baragge offrono scorci spettacolari, in particolare all’inizio dell’autunno, quando allo sfolgorante e diffuso colore dorato dell’erba si alternano macchie rosa, tipiche del brugo.

Cosa vedere
Per visitare il Ricetto di Candelo è sufficiente mezza giornata, senza fretta, con la dovuta calma, assaporando ogni singolo scorcio dall’alto e dal basso, perché, nonostante le sue piccole dimensioni, è senz’altro uno dei borghi più belli del Piemonte.
Il complesso fortificato del Ricetto
Il Ricetto di Candelo rappresenta uno degli esempi meglio conservati di borgo medievale fortificato del Piemonte: un luogo dove storia, architettura e vita quotidiana convivono da secoli in modo autentico.
Le sue mura, le antiche cellule e le strette rue raccontano un passato fatto di comunità, lavoro agricolo e difesa del territorio. Il significato stesso di “ricetto” è “rifugio”, e questo anticipa le caratteristiche del borgo, che si presenta come un complesso fortificato con una possente cinta muraria in pietra e legno e edifici quadrati a due piani. Oggi ospitano osterie, botteghe artigianali e, come in passato, cantine: queste ultime sono tra le vere attrazioni.
Tra le cose da vedere non possiamo non citare le mura in ciottoli, punteggiate da quattro incantevoli torri medievali. L’unica via di accesso al Ricetto è attraverso la torre-porta, che conduce il visitatore in una piazzetta pavimentata.
Qui la costruzione più importante è senz’altro il Palazzo del Principe, fatto costruire da Sebastiano Ferrero quando diventò feudatario di Candelo. Da percorrere, una per una, sono poi le stradine a ciottoloni, lungo le quali sorgono gli edifici chiamati “cellule”, con balconate di legno, utilizzati al primo piano come granai e al piano terra per la conservazione del vino.
A destra della torre-porta si trova la prima torre del Ricetto, probabilmente anche la più affascinante delle quattro, dalla struttura angolare rotonda e con merlature a coda di rondine che fanno immediatamente pensare a un castello.
Nel corso degli ultimi anni questa torre è stata oggetto di importanti interventi di conservazione e restauro che ne hanno permesso l’apertura al pubblico (domenica e giorni festivi). L’implementazione di una comoda scala al suo interno offre infatti al visitatore la possibilità di salire e ammirare da lì il meraviglioso panorama sul borgo e sulle Prealpi. Da qui la decisione di ribattezzarla “torre osservatorio”.

Quando andare al Ricetto di Candelo
Il momento migliore per visitare il Ricetto di Candelo è la primavera, quando tutto rifiorisce di profumi e colori e si respira un’aria davvero magica.
In particolare, a maggio, ogni due anni, viene organizzato l’evento “Candelo in Fiore”, durante il quale il borgo si riempie di locali e turisti e diventa un tripudio di fiori.
Anche dopo l’estate, verso settembre, la visita è resa particolarmente interessante grazie alla golosa manifestazione Vinincontro, in cui i protagonisti sono i prodotti tipici del territorio, vino in primis. Per saperne di più e conoscere le date aggiornate, è possibile visitare il sito web.
Dove mangiare al Ricetto di Candelo
Le antiche “cellule” del Ricetto di Candelo sono state ristrutturate e trasformate, alcune proprio in osterie e ristoranti, diventando un punto di riferimento non solo turistico ma anche culturale.
È il caso del Ristorante Il Torchio, al cui interno si trova un enorme torchio antico utilizzato per pigiare l’uva.
Il Torchio è inoltre famoso anche per essere stato scelto come ambientazione di film quali I Promessi Sposi, La Freccia Nera, La Vita di Michelangelo e Dracula di Dario Argento.
Nel corso del tempo, il Ricetto non è mai diventato un museo statico: grazie all’impegno della comunità locale e a importanti interventi di tutela, è rimasto uno spazio vivo, visitabile e vissuto, capace di accogliere eventi culturali, visite guidate ed esperienze dedicate a tutte le età.
È visitabile in autonomia ma, contattando la Pro Loco di Candelo, è possibile partecipare anche a visite guidate, itinerari turistici e didattici. I volontari saranno inoltre in grado di fornire informazioni su eventi, servizi, ristorazione e ricettività. L’ufficio della Pro Loco è aperto tutti i giorni e si trova proprio all’ingresso del Ricetto, accanto alla torre-porta.
Come arrivare
Il Ricetto di Candelo si trova in prossimità del centro storico di Candelo, a soli 7 km da Biella, in Piemonte.
Dalla stazione ferroviaria di Biella, percorrendo la strada per Candelo, si raggiunge il paese in pochi minuti di auto.
Se invece provenite dall’autostrada A4, uscite a Carisio (a circa 20 km da Candelo) e prendete la SS 230 fino al bivio per Benna-Candelo.
Da Varese, percorrendo la A26, potete scegliere di uscire a Vercelli e, tramite la SS 230, arrivare a Candelo oppure, uscendo a Santhià, imboccare la SS 143 per Biella.






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