Quanti sono i subacquei italiani e quanto spendono per immersioni, attrezzature, corsi e viaggi? ScubaPortal lancia l’Osservatorio Subacqueo Italiano 2026, un’indagine anonima per raccogliere dati e conoscere meglio il settore.

Quanti sono i subacquei italiani, quante immersioni fanno ogni anno e quanto investono nella loro passione? Sono alcune delle domande a cui punta a rispondere l’Osservatorio Subacqueo Italiano 2026, il progetto promosso da ScubaPortal per raccogliere dati aggiornati sulla comunità subacquea nazionale.

L’iniziativa nasce per colmare la mancanza di informazioni precise su un settore che coinvolge non soltanto gli appassionati, ma anche diving center, istruttori, scuole di formazione, produttori di attrezzature, tour operator e strutture ricettive. Un mondo in cui sport, turismo, tecnologia e ambiente si intrecciano, ma di cui non esiste ancora una fotografia complessiva delle dimensioni e delle abitudini di consumo.

Per contribuire alla ricerca è sufficiente compilare un questionario anonimo di meno di due minuti, disponibile online sul sito di ScubaPortal.

Un’indagine su immersioni, attrezzature e viaggi

L’Osservatorio raccoglierà informazioni sul profilo dei subacquei italiani, dall’età alla provenienza geografica, passando per l’esperienza maturata, i brevetti conseguiti e il numero di immersioni effettuate ogni anno.

L’indagine si concentrerà anche sulle risorse economiche destinate alla subacquea, sulle attrezzature utilizzate, sulla formazione e sul rapporto con le nuove tecnologie. Spazio inoltre ai criteri che orientano la scelta di diving center, corsi, viaggi e destinazioni, con l’obiettivo di comprendere come si informano gli appassionati e quali fattori influenzano le loro decisioni.

Quanto incidono attrezzature e formazione sulla spesa annuale? Qual è il peso del passaparola nella scelta di un centro immersioni? Quali mete attirano maggiormente gli appassionati? Sono alcuni degli interrogativi a cui i dati potranno offrire una risposta.

«Sappiamo che esiste una comunità appassionata, competente, capace di investire tempo e risorse in ciò che ama. Quello che non sappiamo, almeno non con la precisione che vorremmo, è quanto sia grande», spiega Marco Daturi, fondatore di ScubaPortal, portale dedicato alla subacquea italiana dal 2003. L’obiettivo, sottolinea, è ottenere «risposte fondate sui numeri, non soltanto sulle impressioni».

ScubaPortal chiama a raccolta la comunità subacquea

La partecipazione all’indagine è aperta a tutti gli appassionati. ScubaPortal invita inoltre diving center, istruttori, associazioni, club e operatori del settore a diffondere il questionario tra i propri contatti, così da ampliare il numero delle risposte e costruire un quadro il più possibile rappresentativo.

L’intento non è stilare classifiche o giudicare le scelte individuali, ma mettere a disposizione della comunità informazioni utili per comprendere l’evoluzione del settore. Una base di conoscenze che potrebbe aiutare professionisti e aziende a interpretare meglio le esigenze del pubblico e gli appassionati a conoscere le tendenze del mondo in cui praticano la loro attività.

I risultati saranno analizzati e pubblicati attraverso ScubaPortal Premium, con una serie di approfondimenti dedicati all’evoluzione della subacquea italiana. Il progetto ambisce inoltre a diventare un appuntamento periodico, per confrontare nel tempo i dati e osservare eventuali cambiamenti nelle destinazioni preferite, nelle abitudini di acquisto, nell’interesse per la formazione e nell’utilizzo delle tecnologie.

«Più risposte raccoglieremo, più riusciremo a costruire un quadro utile e significativo», conclude Daturi, invitando ogni subacqueo a dedicare pochi minuti all’iniziativa e a coinvolgere altri appassionati.

Il questionario dell’Osservatorio Subacqueo Italiano 2026 è disponibile online al seguente indirizzo: https://www.scubaportal.it/osservatorio-subacqueo-italiano/.


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