Ci sono serate che non si limitano a proiettare un film, ma accendono una miccia. E quella del 6 maggio al Cineclub Filmstudio 90 di Varese promette proprio questo: uno schermo che diventa ponte, e una storia che esce dalla sala per continuare a vivere nel confronto.
Alle 21.15 va in scena The Sea, candidato agli Oscar 2026, un film che sceglie la via più potente: quella della semplicità. Un ragazzo palestinese di dodici anni che vuole vedere il mare. Sembra poco, ma dentro quel desiderio c’è tutto: confini, ostacoli, sogni che sbattono contro i checkpoint e poi trovano comunque una crepa da cui passare. È un road movie essenziale, teso e tenero insieme, che segue la fuga del ragazzo e la rincorsa del padre, in un equilibrio continuo tra paura e amore.
Ma la serata non finisce con i titoli di coda. Anzi, è lì che si apre davvero.
Dopo la proiezione è previsto un collegamento in live streaming con la Global Sumud Flotilla, attualmente in navigazione verso Gaza. Un filo diretto tra sala e realtà, tra racconto cinematografico e attualità. A rendere ancora più denso il momento, la presenza di ospiti come Francesca Albanese, in dialogo con la giornalista de Il Fatto Quotidiano Maddalena Oliva.
The Sea non è un film comodo. Ha già fatto discutere, soprattutto per la sua capacità di incrinare narrazioni consolidate e mettere lo spettatore davanti a una realtà fatta di controlli, permessi e libertà negate. Niente retorica, niente filtri: solo uno sguardo diretto, che chiede di essere ascoltato.
L’ingresso è riservato ai soci ARCI, con biglietto a 7 euro. Ma più che una semplice visione, quella del 6 maggio sarà un’esperienza collettiva: cinema che diventa domanda, e forse anche un po’ risposta.






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