Domenica 22 marzo, tra Varese e Angera, va in scena la 57ª edizione della Varese–Angera, storica gara ciclistica per la categoria Allievi.
Una corsa che da oltre mezzo secolo segna l’inizio della stagione su strada e che, non a caso, si è guadagnata un soprannome pesante: la “Milano-Sanremo” dei giovani.
Alla partenza sono attesi circa 150 ragazzi da tutta Italia. Tradotto: talento grezzo, gambe leggere e quella fame di vittoria che spesso anticipa le grandi carriere.
🌊 Un percorso che è già racconto
La gara parte dalla zona dello Stadio Franco Ossola e scivola subito verso il lago, attraversando Gavirate, Besozzo, Ispra.
Poi arriva il finale, quello che fa la selezione vera: il circuito di Angera, con quattro giri e la salita verso Ranco a fare da giudice silenzioso.
È lì che la corsa cambia faccia.
È lì che qualcuno smette di essere “uno dei tanti”.
🏁 Una corsa, una memoria
L’edizione 2026 ha anche un cuore più profondo: è dedicata a Pierluigi Ambrosini, figura storica del ciclismo varesino.
Corridore, meccanico, punto di riferimento. Una di quelle persone che non stanno sul podio, ma senza le quali il podio non esisterebbe.
Il suo nome accompagnerà uno dei Gran Premi di giornata, insieme a una serie di trofei che trasformano la gara in una piccola costellazione di riconoscimenti.
🧭 Più di una gara
Dietro le quinte c’è una macchina che coinvolge tutto il territorio: organizzazione firmata dal Velo Club Sommese con il supporto del Team Cicli Ambrosini Varese, enti locali, volontari e sponsor.
È una di quelle giornate in cui il ciclismo non è solo sport, ma diventa un modo per tenere insieme comunità, strade e storie.






Lascia un commento