Forse il classicone per eccellenza per chi va in bicicletta, per quanto ne so io. Ne sentivo parlare ancora prima di comprare la mia prima bici seria, dal vicino di casa: “Ma sì, comprati una bici che poi andiamo ad Arona.”
E io pensavo: Arona?
Ma quanti km sono?
Quanto ci vuole?
Da ragazzino, quando si andava in macchina la domenica con gli amici, se si partiva troppo tardi finiva che ti passavi il pomeriggio in coda.
Beh… posso dire che oggi faccio prima in bici.
Se la vuoi fare facile e sei in zona Malpensa, sono circa 60 km A/R passando da Gallarate, Somma e Sesto. Il che vuol dire che, con una media di 25 km/h, in nemmeno tre ore vai e torni, pausa caffè e sigaretta annessa.
Pranzo caldo, moglie contenta e la domenica è salva.
Poi ok, per chi non ha orari e ha la gamba un po’ allenata, tutte le strade portano ad Arona. Puoi allungare passando da Oleggio, arrivare fino a Borgomanero, attaccarci le vigne di Suno e Mezzomerico… insomma, un’infinità di varianti per arrivare dall’amico Carlone.

Ecco, forse è per questo che ha iniziato a piacermi Arona. Anche per la statua del San Carlo. Ci avevo fatto perfino un tema per l’esame di terza media.
Uomini e donne di tutte le età: credo che chiunque sia della zona e abbia un po’ di passione per la bicicletta sia passato da lì. Non so cos’è. Forse perché è la meta. Mettici anche il traffico, le attività domenicali, il via vai continuo. Ma appena entro ad Arona rallento. Mi godo il lungolago, la gente che passeggia, chi si piazza sulle panchine, i mercatini, la ruota panoramica come a Londra.
Arona mi rilassa.
Quando sei fuori allenamento, quando non hai voglia, ma anche quando vuoi allungare, lei è la meta perfetta.
Se non vai a salutare il Big Bro perché non hai voglia di fare salite, rimane comunque un giro rispettabilissimo.
Anche perché l’andata è facile… ma al ritorno il falsopiano te lo becchi tutto.
Per concludere: Arona è sempre bella. È come il nero, sta bene con tutto. 🚴♂️






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