Una storia che parte da Solferino, passa per le missioni umanitarie in zone di guerra e arriva fino a Busto Arsizio. Sarà dedicata alla Croce Rossa e al suo radicamento in città la prima conferenza della sessione autunnale dell’Università Cittadina, in programma mercoledì 23 settembre alle 15.30 nella sala conferenze del Museo del Tessile.

A raccontarla sarà Giovanna Bonvicini, figura conosciuta in città per la lunga attività svolta all’interno del Comitato bustese della Croce Rossa. Un impegno che nel corso degli anni l’ha portata anche a partecipare a missioni umanitarie all’estero, comprese alcune in aree di guerra. Non a caso, la fotografia scelta per presentare l’incontro la ritrae durante la sua esperienza in Iraq, nel 2003.

Da Henry Dunant alla nascita della Croce Rossa

Il titolo della conferenza, “Croce Rossa: una grande impresa umanitaria. Storia del Comitato di Busto Arsizio”, racconta già il doppio binario dell’incontro: da una parte la nascita del movimento internazionale, dall’altra la storia del comitato cittadino.

Il punto di partenza sarà Henry Dunant e quella che è considerata una delle vicende fondative della Croce Rossa: la battaglia di Solferino del 24 giugno 1859. Di fronte ai migliaia di feriti rimasti senza assistenza dopo lo scontro, Dunant organizzò insieme alla popolazione locale i soccorsi a Castiglione delle Stiviere.

Da quell’esperienza nacque anche una nuova idea di assistenza ai feriti di guerra: un soldato che non è più in grado di combattere non è più un nemico, ma una persona che ha bisogno di essere curata, indipendentemente dalla parte per cui ha combattuto.

È da qui che prenderanno forma i principi di umanità e neutralità destinati a diventare fondamentali per il movimento internazionale della Croce Rossa.

La Croce Rossa arriva a Busto Arsizio

Il racconto si sposterà quindi sul territorio, seguendo le tappe della presenza della Croce Rossa a Busto Arsizio.

Il comitato cittadino nacque nel 1902 per iniziativa del medico Giuseppe Canzani. A proseguire il suo impegno fu il figlio Pietro Canzani, che divenne il primo presidente del sottocomitato bustese, inizialmente ospitato a Villa Teresa, in via Palestro.

Pochi anni dopo sarebbe arrivata la Prima guerra mondiale, portando anche a Busto Arsizio una nuova emergenza sanitaria. Il vecchio ospedale di Palazzo Gilardoni, oggi sede del Comune, venne affidato alla gestione della Croce Rossa bustese e accolse i feriti trasportati in città dai treni ospedale.

Nel 1915 venne inoltre istituito il primo corso per Infermiere Volontarie, guidato dall’ispettrice Angioletta Rainoldi Ottolini.

La storia raccontata durante la conferenza arriverà poi fino ai decenni più recenti, passando attraverso le numerose attività sviluppate dal comitato: dall’assistenza nelle emergenze alle missioni umanitarie internazionali, dagli ambulatori infermieristici nei quartieri ai corsi di primo soccorso, fino all’impegno durante la pandemia di Covid-19.

Una storia che continua ancora oggi

La Croce Rossa di Busto Arsizio continua infatti a essere presente sul territorio con i servizi di emergenza, il sostegno alle famiglie in difficoltà e le attività di formazione di volontari e Infermiere Volontarie.

La conferenza di mercoledì sarà quindi anche un modo per ripercorrere una parte della storia della città attraverso una realtà che da oltre un secolo ne accompagna la vita sociale e sanitaria.

L’appuntamento è mercoledì 23 settembre alle 15.30, nella sala conferenze del Museo del Tessile. L’ingresso rientra nella programmazione dell’Università Cittadina, che ha già aperto le iscrizioni alla sessione autunnale grazie all’ospitalità di Auser. Sarà possibile iscriversi anche direttamente in occasione delle conferenze del mercoledì.


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