Lasciare un lavoro stabile per seguire una passione non è una scelta semplice, né priva di dubbi. Lo sa bene Sara Bertoncello, che dopo un percorso professionale nel mondo della chimica ha deciso di cambiare direzione e costruire un nuovo progetto legato all’arte, agli animali e alla natura.
Oggi Sara è conosciuta come Gocce di Fantasia, il nome con cui porta avanti la sua attività di acquarellista e illustratrice: ritratti personalizzati di animali, illustrazioni naturalistiche, corsi e laboratori di acquerello. Una realtà molto lontana dal suo punto di partenza.

Il suo percorso sembrava portarla altrove: prima il sogno di diventare veterinaria, poi la laurea in Chimica e un impiego nella ricerca e sviluppo di un’importante azienda. «Avevo il posto fisso e mi trovavo bene. Ma dopo il Covid sono arrivate tante domande».
Il Cammino e la scelta di cambiare vita
La svolta è arrivata anche grazie a un’esperienza fuori dal quotidiano: il Cammino di Santiago. Un percorso diventato occasione di confronto con sé stessa e con realtà molto diverse dalla propria, che le ha mostrato come il cambiamento, in molti contesti, non sia una rottura definitiva ma una possibilità.
«Fare il Cammino significa mettersi in gioco completamente. Ho conosciuto persone con storie diverse e ho scoperto che in molte culture cambiare lavoro o iniziare una nuova attività è normale. Noi viviamo spesso secondo percorsi rigidi: prima l’università, poi il lavoro, poi una serie di tappe già previste. A un certo punto ho iniziato a chiedermi perché stessi facendo determinate cose».

Dopo Santiago sono arrivati altri viaggi, tra cui un’esperienza nel Sud Est Asiatico, sempre con la voglia di esplorare nuovi modi di vivere il proprio tempo. Intanto l’idea di cambiare vita prendeva forma.
«Avevo lavorato, avevo messo via dei soldi e mi trovavo in una situazione che me lo permetteva. Ogni scelta è una responsabilità».
Come spesso accade quando si cambia strada, anche il nuovo percorso ha avuto momenti difficili.
«Ci sono momenti in cui lavori più di prima e guadagni molto meno, e ti chiedi se hai fatto la scelta giusta. Quella crisi passa. Io l’ho superata un anno e mezzo fa e oggi posso dire che non tornerei mai indietro».
L’acquerello e il legame con gli animali
Nel frattempo Sara aveva ripreso in mano una passione di sempre: il disegno. Il passaggio da interesse personale a professione è avvenuto per gradi, fino all’apertura della partita IVA e alla decisione di dedicarsi completamente alla sua attività.
Il filo conduttore del suo lavoro sono gli animali e la natura, elementi che da sempre fanno parte del suo modo di guardare il mondo.
«Gli animali sono la mia prima passione. Fin da piccola li ho amati tantissimo, e tutto ciò che faccio è dedicato alla loro protezione e a quella della natura».

Tra i primi progetti c’è una collaborazione con il Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate, nata dalla sua attività come guardia ecologica volontaria: Sara ha firmato le illustrazioni di un progetto editoriale dedicato agli anfibi.
«Volevo trovare un modo per unire il mio amore per la natura a un talento che potevo sfruttare anche a livello lavorativo».
Una ricerca che collega al concetto giapponese di ikigai: trovare qualcosa che abbia un significato personale e dia senso alle proprie giornate.
Un’artista autodidatta
Nonostante la qualità dei suoi lavori, Sara non arriva da un percorso artistico tradizionale. Nessuna scuola d’arte alle spalle, ma anni di pratica, esperimenti e ricerca personale. La sua tecnica è nata dall’esercizio costante e dalla voglia di migliorarsi.
«Ho imparato attraverso la costanza, le prove e la dedizione, cercando di costruire una tecnica mia».
A darle metodo è stato anche Inktober, il contest creativo che prevede un disegno al giorno seguendo una parola tema. «Prima aspettavo l’ispirazione. Con quel percorso ho imparato a creare anche quando non arriva».
All’inizio i soggetti erano soprattutto animali selvatici, poi sono arrivati anche i ritratti di cani e gatti su commissione, per fissare sulla carta un ricordo e un legame speciale.

Dai dipinti ai corsi
Oggi Sara tiene anche corsi e laboratori di acquerello a Bisuschio, nati dal desiderio di condividere ciò che ha imparato negli anni. Un’attività che le permette di affiancare alla parte più solitaria del lavoro artistico un momento di incontro.
«Quando dipingi sei da sola. A me piace, ma sono una persona molto estroversa e avevo bisogno anche di una dimensione sociale».
Durante i corsi mette a disposizione materiali e tecniche di base per permettere ai partecipanti di avvicinarsi all’acquerello senza il timore di non sapere da dove partire.
«Spesso il problema iniziale è capire quale materiale comprare e come iniziare. Nei miei corsi le persone possono provare e scoprire se questa tecnica fa per loro».
Ma per Sara queste attività non sono solo apprendimento tecnico: «L’arte può essere anche un momento per fermarsi, riflettere e rallentare».

Una “goccia” per la natura
Il nome del progetto non è casuale. Sara vede il suo lavoro anche come un piccolo contributo alla sensibilizzazione sul rapporto tra persone, animali e ambiente.
Con i suoi dipinti racconta la connessione tra esseri umani e mondo naturale, invitando a guardare gli animali non solo come soggetti da rappresentare, ma come esseri con cui condividiamo lo stesso pianeta.
«Gli animali non sono meno importanti perché sono diversi da noi. Condividiamo una terra, ma non ne siamo proprietari».
Tra i progetti futuri c’è anche un calendario dedicato agli animali, per raccontarli da un punto di vista diverso e invitare le persone a rispettarli: «Questa è la mia goccia per la causa».
Una scelta professionale, ma anche un modo per costruire una quotidianità più vicina alle proprie passioni, dove arte, natura e condivisione si incontrano.





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