Ogni paese ha le sue storie di fantasmi e la provincia di Varese ne è l’esempio
lampante: negli anni, sono state tramandate oralmente quelle che sembrano essere novelle di fantasia, ma nascondono invece molto di più…

Storie di fantasmi a Varese e dintorni

Le storie di fantasmi sembrano leggende, ma attecchiscono sempre le proprie radici in qualcosa di reale. Alcuni eventi sembrano inspiegabili, altri lo sono davvero.

La provincia di Varese vanta una vasta gamma di fantasmi d’eccezione, a partire
dallo spettro di Manigunda, fino ad arrivare al fantasma di Guido Morselli. Ancora,
poi, troviamo le monache senza viso nel Monastero di Torba e le strane creature
della Valganna insieme a quelle della Rocca di Orino.

Insomma, Varese e provincia non hanno niente da invidiare alle altre città.
Nemmeno per ciò che riguarda il mistero e l’occulto. Se i fantasmi vi fanno paura,
forse questo articolo è meglio saltarlo…

Gli strani avvenimenti

Leggende e racconti da parte di chi ha “sentito dire che” sono proprio all’ordine del
giorno nel Varesotto; questa, infatti, è una terra di misteri e alcuni avvenimenti sono completamente inspiegabili. Tanto che qualcuno non rinuncia a credere che i
fantasmi siano reali. Sul tema, comunque, non si sono espressi solo i residenti della provincia, ma anche i media nazionali. Qualche anno fa, la troupe del famoso
programma Mistero, in onda sui canali Mediaset, ha deciso di indagare sulle storie di spettri di Varese e dintorni.

Il fantasma di Manigunda

Il primo fantasma di cui vogliamo raccontarvi qualcosa è quello di Manigunda: il suo avvistamento è piuttosto recente e risale agli anni Duemila.

In una normalissima giornata identica alle altre, un operaio – che lavorava in un cantiere nel Monastero di Cairate – si trovò a scattare una fotografia e il risultato lo fece sobbalzare. Guardando lo scatto, infatti, non vide solamente lo scorcio appena immortalato, ma anche una misteriosa figura impossibile da intercettare a occhio nudo.

Immediatamente, quindi, l’operaio ricondusse quell’immagine in trasparenza al
famoso fantasma di Manigunda, la Regina dei Longobardi. Quest’ultima, nel 737 d.C. fece costruire il Monastero di Cairate dopo esser guarita da una grave malattia
renale bevendo l’acqua curativa della fonte di Bergoro su consiglio di un’anziana.
Probabilmente una strega.

Inspiegabilmente, però, il suo fantasma sembra vagare ancora per il sito: chi lo ha visto o avvertito, giura che si aggirerebbe tra i chiostri del complesso sotto forma di sagoma o nebbiolina, accompagnata dal suo cane bianco. Si parla di passi, lamenti e porte che si muovono da sole al tramonto.

I fantasmi dell’hotel Campo dei Fiori

Da Cairate, poi, ci spostiamo proprio a Varese, uno dei luoghi simbolo dei racconti
dell’orrore. Siamo all’hotel Campo dei Fiori; un edificio ormai fatiscente e al
contempo affascinante, che non smette di inquietare visitatori e residenti. Questo
sito, infatti, è stato usato come location per il famoso film Suspiria di Luca
Guadagnino
, remake dell’originale del maestro dell’horror, Dario Argento.

In questo caso, non esistono foto che ritraggono spiriti misteriosi aggirarsi per i corridoi dell’albergo abbandonato, ma “solo” alcune testimonianze di chi ha lavorato sul set del lungometraggio. C’è chi giura di aver udito lamenti o rumori in aree dell’hotel che non erano state attrezzate per le riprese e che – quindi – non contavano la presenza di assistenti e addetti ai lavori.

I fantasmi dei rifugi antiaerei di Varese

Rimanendo a Varese, poi, non possiamo non menzionare gli spettri dei rifugi
antiaerei
della zona: qualche anno fa, infatti, i tunnel in questione sono stati
setacciati a dovere da esperti e agenti del soprannaturale.

La loro curiosità è nata quando alcuni dei visitatori del luogo, impegnati in visite guidate aperte al pubblico, hanno sentito rumori stranissimi provenire da aree inesplorate dei rifugi. Secondo molti, infatti, i tunnel sarebbero abitati da oscure presenze. Realtà o suggestione?
Chi può dirlo…

I fantasmi di Villa Borghi

Cambiando area, poi, incontriamo i fantasmi di Villa Borghi, a Biandronno. Ad averlo visto è un fotografo che nel 2012 scattò un’istantanea davvero particolare in cui si percepisce una figura non umana.

Immediatamente, chi è della zona, ha pensato all’antica leggenda della storia d’amore fra Luigi Borghi e la moglie Margaret Doyle. Le loro anime, infatti, vagherebbero senza trovar pace in quella che è stata la loro dimora per molto molto tempo. Il motivo di tanta inquietudine è purtroppo l’epilogo, tragico, del loro reciproco sentimento.

Margaret morì cadendo accidentalmente nel lago e annegando senza alcuna
possibilità di salvarsi. Suo marito Luigi, appreso della morte della sua amata, si
suicidò per raggiungerla nell’aldilà. Purtroppo, però, le loro anime non hanno mai
trovato pace e ancora oggi si muovono lentamente nella loro lussuosa villa.

Castelli e fortezze infestati nel Varesotto

Torniamo poi a un grande classico: i castelli e le fortezze infestate nella provincia di Varese. Quest’ultima, grazie al grande patrimonio medievale, vanta una vastissima scelta in questo senso. Fra tutte, però, ne spiccano sicuramente due: la già citata Rocca di Orino e la Cappella di Sant’Arialdo.

Nella prima, come sappiamo, si aggirano diversi spettri, ma il più conosciuto è quello di un uomo ingiustamente imprigionato che ancora oggi vaga nella speranza di un po’ di pace.

Nella seconda, invece, troviamo proprio lo spettro di Sant’Arialdo. Quest’ultimo fu
imprigionato dopo essersi opposto all’arcivescovo milanese Guido da Velate.
Purtroppo, il destino non fu magnanimo con Arialdo, che morì assassinato e il suo
cadavere, poi, venne occultato nel lago. Per questo motivo, oggi, torna ciclicamente nei luoghi a lui più familiari.

Il fantasma della Casina Rosa di Gavirate

L’ultimo fantasma che menzioneremo è quello di Guido Morselli, vissuto e morto
nella “casina rosa” sulla riva del Lago di Varese, a Gavirate.

Secondo alcuni racconti, il suo spettro si aggirerebbe ancora nei pressi del luogo dove è stato a lungo. Le testimonianze, infatti, parlano di un uomo misterioso che vaga proprio vicino alla riva del lago. Non tutti, però, sono convinti che si tratti di Morselli. Potrebbe trattarsi di un altro sventurato uomo il cui fantasma è ancora fra noi.


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