Chi oggi raggiunge Tornavento per passeggiare lungo la Via Gaggio o ammirare il panorama sulla valle del Ticino difficilmente immagina che proprio qui, quasi quattro secoli fa, si combatté una delle battaglie più sanguinose del Seicento italiano.
Il 22 giugno 1636 le brughiere e i boschi tra Tornavento e il Ticino divennero il teatro di uno scontro che coinvolse migliaia di soldati. Da una parte c’erano le truppe francesi e sabaude, dall’altra l’esercito della monarchia spagnola, che allora governava il Ducato di Milano. La battaglia si inseriva nel più ampio contesto della Guerra dei Trent’anni, il grande conflitto che tra il 1618 e il 1648 sconvolse gran parte dell’Europa.

Perché si combatté a Tornavento
Negli anni Trenta del Seicento la Francia, guidata dal cardinale Richelieu, cercava di limitare il potere degli Asburgo, che controllavano sia la Spagna sia il Sacro Romano Impero. Il Ducato di Milano rappresentava uno snodo strategico fondamentale perché collegava i territori spagnoli in Italia con quelli dell’Europa centrale.
Nel giugno del 1636 l’esercito franco-sabaudo attraversò il Ticino ed entrò nel Milanese. Dopo aver occupato Tornavento, proseguì verso l’interno saccheggiando diversi centri della zona, tra cui Lonate Pozzolo, Castano Primo, Busto Arsizio e Gallarate. Per fermarne l’avanzata intervennero le truppe spagnole guidate dal marchese di Leganés.
Fu così che i due eserciti si trovarono faccia a faccia nella brughiera di Tornavento.

Una giornata di combattimenti
La battaglia iniziò la mattina del 22 giugno e proseguì per gran parte della giornata.
I francesi e i sabaudi occupavano una posizione favorevole su un terreno leggermente rialzato, mentre gli spagnoli lanciarono una serie di assalti nel tentativo di sfondare le linee nemiche. Lo scontro fu reso ancora più difficile dal caldo intenso e dalla scarsità d’acqua. Alcune testimonianze dell’epoca descrivono l’area come quasi priva di alberi e di punti dove rifornirsi.
Per ore si combatterono violenti scontri con moschetti, artiglieria e picche. Alla fine della giornata nessuno dei due eserciti riuscì a ottenere una vittoria decisiva sul campo. Durante la notte, però, gli spagnoli si ritirarono ordinatamente, lasciando ai franco-sabaudi il controllo dell’area.
Per questo motivo la battaglia viene generalmente considerata una vittoria franco-sabauda, anche se il risultato non cambiò gli equilibri della guerra. L’invasione della Lombardia si concluse infatti poco tempo dopo senza la conquista del Ducato di Milano.

Una battaglia dimenticata
Nonostante l’importanza dello scontro, oggi la Battaglia di Tornavento è poco conosciuta anche da chi vive a pochi chilometri di distanza.
Eppure gli storici la considerano una delle battaglie più importanti combattute in Lombardia durante la Guerra dei Trent’anni. In una sola giornata morirono migliaia di soldati e il territorio circostante subì devastazioni, saccheggi e requisizioni che colpirono duramente la popolazione locale.
Lo storico britannico Gregory Hanlon ha dedicato proprio a questo episodio il volume Italy 1636. Cemetery of Armies, nel quale ricostruisce non solo la battaglia, ma anche le conseguenze che il passaggio degli eserciti ebbe sulla vita quotidiana delle comunità della valle del Ticino.

Cinque curiosità sulla Battaglia di Tornavento
Fu combattuta nel pieno della Guerra dei Trent’anni
Anche se lo scontro avvenne in Lombardia, faceva parte di un conflitto europeo che coinvolse decine di Stati e che viene considerato una delle guerre più devastanti della storia del continente.
Vennero sparati centinaia di migliaia di colpi
Secondo le stime di Gregory Hanlon, durante la sola giornata del 22 giugno furono esplosi circa 675.000 proiettili, consumando oltre 13 tonnellate di polvere da sparo, numeri impressionanti per l’epoca.

Il caldo fu un nemico quanto gli eserciti
Le cronache raccontano che il terreno era arido e quasi privo d’acqua. La sete, insieme alle alte temperature di giugno, mise a dura prova soldati già stremati da ore di combattimento.
Gli spagnoli riuscirono a ritirarsi con un trucco
Durante la notte lasciarono sul campo alcune picche piantate nel terreno e moschetti con le micce ancora accese, facendo credere ai nemici che le linee fossero ancora presidiate. L’espediente permise loro di ritirarsi senza essere inseguiti.

La battaglia viene ancora rievocata
Ogni anno associazioni di rievocazione storica riportano in vita gli avvenimenti del 1636 con accampamenti, dimostrazioni di vita militare e ricostruzioni degli scontri, contribuendo a mantenere viva la memoria di un episodio che ha segnato la storia del territorio.
Un pezzo di storia sotto i nostri piedi
Oggi Tornavento è conosciuta soprattutto per il suo belvedere e per i sentieri immersi nel Parco del Ticino. Ma quel paesaggio tranquillo custodisce la memoria di una giornata che cambiò per sempre il destino di migliaia di uomini.
Passeggiando tra la brughiera è difficile immaginare il fragore dei moschetti, il fumo dell’artiglieria e le lunghe file di soldati che il 22 giugno 1636 trasformarono questo angolo dell’Alto Milanese in uno dei principali campi di battaglia dell’Europa del Seicento.






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