C’è una certa categoria di concerti che sembra fatta apposta per chi ama stare sotto palco con una birra in mano e la sensazione di aver scoperto qualcosa prima degli altri. Venerdì 29 maggio il cortile del Circolo Gagarin di Busto Arsizio ospiterà proprio una di quelle serate lì, con il live di Marcello Newman all’interno della rassegna Yard Set.
Le porte del circolo apriranno dalle 19:30, mentre il concerto inizierà alle 21:30. Se il meteo dovesse mettersi di traverso, nessun problema: il live si sposterà direttamente nella sala concerti del Gagarin.
Marcello Newman arriva a Busto con il suo primo album solista, Emotional Park, uscito per Urlaub Dischi dopo un lungo percorso sotterraneo fatto di collaborazioni, band indie e anni passati tra piccoli studi di registrazione sparsi tra Roma, Livorno e Torino. Per molti il suo nome non è del tutto nuovo: negli anni ha infatti collaborato con artisti come I Cani, dove suona la chitarra, e Calcutta, attraversando una fetta importante della scena indipendente italiana degli ultimi quindici anni.
Il suo universo musicale mescola bedroom pop, songwriting americano e malinconie da adulto stropicciato dalla vita quotidiana. Dentro le sue canzoni convivono echi di Billy Joel, Bacharach, Steely Dan e Magnetic Fields, ma anche quell’ironia disillusa tipica di chi prova a raccontare precarietà emotive senza trasformarle in tragedie da social network.
Emotional Park è un disco costruito lentamente, quasi in clandestinità, nell’arco di otto anni. Un lavoro che usa melodie luminose e arrangiamenti morbidi per parlare di insoddisfazione, lavoro, relazioni e spaesamento contemporaneo. Canzoni che sembrano leggere e invece, ascoltandole bene, lasciano addosso una specie di nostalgia fluorescente.
L’ingresso alla serata sarà “up to you”, con contributo libero, ma riservato ai soci ARCI. Per partecipare sarà quindi necessario avere la tessera, sottoscrivibile anche tramite l’app ufficiale ARCI prima dell’evento.
Più che un semplice concerto, il live al Circolo Gagarin promette di essere una di quelle notti da provincia elettrica: luci basse, chiacchiere nel cortile, amplificatori accesi e canzoni che sembrano scritte per essere ascoltate proprio lì, a pochi metri dal palco.






Lascia un commento