I tagli di Lucio Fontana arrivano al cinema. Ma stavolta non per essere osservati in silenzio dentro una sala museale immacolata: lunedì 25 maggio il Multisala Impero di Varese trasformerà lo schermo in una finestra spalancata sull’universo del padre dello Spazialismo con la proiezione-evento di “Lucio Fontana, The Final Cut”.

Un appuntamento che unisce cinema, arte contemporanea e divulgazione culturale grazie alla collaborazione con il Museo Maga di Gallarate, sempre più impegnato nel costruire ponti tra linguaggi diversi e nell’avvicinare nuovi pubblici all’arte del Novecento.

A introdurre il film sarà Giorgio Granata, ricercatore e artista entrato dal 2025 nel Dipartimento Educazione al patrimonio e alta formazione del Maga. Con una formazione filosofica e un percorso internazionale che lo ha portato anche in Armenia, Granata accompagnerà il pubblico dentro il pensiero di Fontana, spiegando perché quei celebri tagli sulle tele non fossero semplici provocazioni estetiche, ma un gesto rivoluzionario destinato a cambiare per sempre il modo di concepire l’arte.

Per Fontana, infatti, la tela non era un limite ma una soglia da attraversare. I suoi squarci aprivano letteralmente lo spazio pittorico verso una nuova dimensione, anticipando intuizioni che ancora oggi sembrano modernissime. E forse non è un caso che un artista ossessionato dal superamento dei confini finisca oggi raccontato proprio attraverso il linguaggio del cinema, altro strumento capace di bucare superfici e trasportare altrove.

L’iniziativa si inserisce in una più ampia sinergia tra il Multisala Impero e il Museo Maga, pensata per incentivare la circolazione culturale tra Gallarate e Varese e creare un dialogo sempre più stretto tra sala cinematografica e spazio espositivo.

Per questo, nelle giornate del 25, 26 e 27 maggio, sarà attivo anche un sistema di agevolazioni reciproche. Chi si presenterà al cinema con un biglietto del Maga potrà assistere alla proiezione del film con tariffa ridotta. Allo stesso modo, chi conserverà il ticket di “Lucio Fontana, The Final Cut” avrà diritto a uno sconto sulle mostre in corso al museo gallaratese.

Una formula che punta non soltanto a promuovere il film, ma anche a incoraggiare un modo più trasversale di vivere la cultura: entrare in un museo dopo aver visto un documentario, oppure sedersi in sala dopo aver osservato dal vivo una tela tagliata.

In fondo è proprio questo il senso dell’operazione: ricordare che l’arte di Fontana non appartiene soltanto ai manuali o alle sale bianche dei musei, ma continua ancora oggi a dialogare con il presente. Anche da uno schermo cinematografico, nel buio di una sala, mentre una lama invisibile continua ad aprire fenditure nell’immaginazione di chi guarda.


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