Lunedì 25 maggio il Cinema Teatro Nuovo di Varese ospiterà “Lo sguardo lento”, documentario diretto da Bruno Palma che racconta un modo diverso di viaggiare, lavorare e abitare il tempo: quello del cammino lento nell’epoca delle notifiche compulsive e delle call su Zoom fatte di corsa davanti a un caffè tiepido.
La proiezione, a ingresso gratuito, inizierà alle 21 e porterà sul grande schermo il viaggio di Davide Fiz, nomade digitale e testimonial ufficiale della Via Francigena, protagonista del progetto “Smart Walking”. Un esperimento tanto semplice quanto rivoluzionario: dimostrare che si può lavorare da remoto senza rinunciare al movimento, alla natura e alla scoperta dei territori.
Nel documentario, lungo 51 minuti, Fiz percorre la Via Francigena dal Passo del Gran San Bernardo fino a Santa Maria di Leuca, attraversando l’Italia passo dopo passo. Non un’impresa sportiva da cronometro e integratori energetici, ma un itinerario umano fatto di borghi, incontri casuali, chiacchiere con artigiani, volti incontrati lungo la strada e paesaggi osservati senza l’ansia di doverli trasformare immediatamente in una story.
“Lo sguardo lento” prova infatti a raccontare una filosofia sempre più attuale: quella del turismo sostenibile e della riconnessione con il territorio. Una narrazione che intreccia innovazione digitale e ritorno alla dimensione concreta del viaggio, dove il wi-fi convive con gli scarponi da trekking e la produttività si misura anche nella capacità di fermarsi a guardare.
La serata non sarà soltanto una proiezione cinematografica, ma un vero momento di approfondimento dedicato ai temi della mobilità lenta, della sostenibilità e della rigenerazione territoriale.
Ad aprire l’evento sarà infatti la presentazione del Cammino del Lago Maggiore a cura dell’associazione Tracciaminima, realtà impegnata nella promozione di percorsi a basso impatto ambientale e turismo consapevole. Durante l’incontro verrà illustrato il nuovo itinerario ad anello di oltre 230 chilometri che collega Lombardia, Piemonte e Svizzera lungo le sponde del Verbano: un progetto che punta a valorizzare comunità locali, sentieri meno conosciuti e aree spesso escluse dai grandi flussi turistici.
L’introduzione al documentario sarà invece affidata a Damiano Preatoni dell’Università degli Studi dell’Insubria, prima della proiezione del film di Bruno Palma.
La serata si inserisce inoltre all’interno di “STEM-ES”, progetto sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale, nato per promuovere competenze digitali e transizione ecologica e sociale sul territorio.
In fondo, “Lo sguardo lento” parla anche di questo: della possibilità di usare la tecnologia senza lasciarsi divorare dalla velocità. Di un’Italia che esiste ancora fuori dalle autostrade e dagli scroll compulsivi. E di quanto possa essere sorprendente accorgersi che, a volte, il modo più efficace per andare avanti sia semplicemente rallentare.






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