Libri, videogiochi e un concetto che li tiene insieme: l’immaginazione. Dal 2 all’11 ottobre 2026 torna a Laveno Mombello il Festival della Biblioterapia, giunto alla sua VI edizione e pronto quest’anno ad allargare il proprio campo d’indagine al mondo del gaming e della videogame therapy.
Il titolo scelto per questa edizione è “T’immagini? Il Festival della Biblioterapia incontra il gaming” e racconta già abbastanza bene la novità: accanto alla parola scritta arrivano i linguaggi del gioco, analogico e digitale, considerati a loro volta forme contemporanee di narrazione.
Il Festival, presentato il 22 settembre a Villa Frua, resta quello dedicato alla dimensione pedagogica e al potere trasformativo della lettura per il benessere personale, ma nel 2026 sceglie di esplorare anche un territorio apparentemente lontano dai libri. L’obiettivo è capire cosa succede quando lettura e gioco diventano strumenti per raccontare, sperimentare identità, creare relazioni e immaginare alternative.

Dalla biblioterapia al gaming, due linguaggi per allenare l’immaginazione
Il tema dell’edizione 2026 è l’immaginazione, intesa come capacità di ampliare gli orizzonti del possibile, elaborare alternative al presente e trasformare l’esperienza individuale in una narrazione condivisa.
Un concetto che si lega direttamente alla filosofia del Festival, nato sei anni fa da un’idea condivisa dal vicesindaco e assessore alla Cultura Mario Iodice e dall’allora direttrice della biblioteca di Laveno.
«Nel leggere avviene in noi una trasformazione: emozioni, ricordi, conoscenze, sensazioni si attivano e si sedimentano», racconta Iodice. «Un buon libro è stimolo e provocazione, un labirinto in cui perdersi e ritrovarsi. Immergersi e riaffiorare in un altalenante gioco di chiaroscuri. Il nostro Festival della Biblioterapia vuole essere un viatico terapeutico per trovare se stessi, ponendoci in ascolto di quei classici il cui fascino rimane perenne».
È da qui che parte l’idea di una manifestazione che considera la letteratura non soltanto come qualcosa da leggere, ma come uno strumento capace di favorire crescita personale, relazione e coesione sociale.
Nel programma 2026 entra però anche il gioco, con una particolare attenzione al gaming. La sezione nasce nell’ambito del progetto Interreg Community Care for NEET, che ha coinvolto cooperative e giovani in un percorso di confronto sul mondo dei videogiochi.
Il lavoro è partito direttamente dai vissuti dei ragazzi, chiamati a ragionare sui lati positivi e su quelli più problematici del gaming. Da questo percorso è nato anche un manifesto che sarà messo in discussione durante gli appuntamenti del Festival.
Tra gli ospiti della sezione gaming ci saranno Lollo Lacustre, content creator, streamer e youtuber italiano originario proprio di Laveno Mombello, Mario Moroni, podcaster e conduttore di eventi dedicati all’innovazione e all’intelligenza artificiale, Mike Arcade, presentatore di eventi nerd e host di retrogaming, e Shasam, storyteller videoludica e art director della collana editoriale WIPE.
Spazio anche alla Video Game Therapy®, con Francesco Bocci, psicologo psicoterapeuta e ideatore del metodo, insieme al Comitato Scientifico di Video Game Therapy®.
Un ponte tra libri e videogame
Il punto di contatto tra le due anime del Festival sarà la narrazione.
L’8 ottobre un appuntamento sarà dedicato proprio al rapporto tra game therapy e biblioterapia, mettendo a confronto due modalità differenti di utilizzare le storie come strumento di esplorazione e relazione.
A rendere ancora più concreta questa contaminazione sarà poi la partnership con l’Università degli Studi dell’Insubria, che per la prima volta ospiterà un appuntamento del Festival. Il 9 ottobre, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e dell’Innovazione per il Territorio, è previsto un seminario universitario con una mattinata formativa aperta al pubblico e un pomeriggio laboratoriale rivolto agli studenti.
La stessa giornata proseguirà a Laveno, alle Officine dell’Acqua, con l’incontro con Lollo Lacustre e, successivamente, la Poetry Slam di Simone Savogin, poeta slammer e quarto classificato a Italia’s Got Talent nel 2019.
Il programma comprende inoltre incontri e laboratori con diversi ospiti provenienti dal mondo della cultura, della pedagogia e della narrazione, tra cui Stefano Laffi, sociologo e ricercatore, Stefano Calabrese, docente universitario ed esperto di narrazione e semiotica, Michele Marangi, pedagogista e docente di Peer&Media Education, Michele Corengia, ricercatore e scrittore nell’ambito delle Medical Humanities, e Tina Festa, ideatrice del Metodo Caviardage®.
Dalla poesia ai laboratori, il Festival chiude con Vivian Lamarque
Il weekend del 10 e 11 ottobre sarà dedicato soprattutto ai laboratori di biblioterapia, con attività legate a libri, poesie, albi illustrati e narrazione.
Sabato sera sarà protagonista Emiliano Cribari, poeta, scrittore e fotografo, con il suo “Piccolo concerto poetico”. Seguirà Stefano Laffi, che presenterà il suo libro Immagina. Antidoti contro la rassegnazione, pubblicato da Feltrinelli nel 2025 e direttamente collegato al tema dell’edizione.
A chiudere il Festival, domenica 11 ottobre alle Officine dell’Acqua, sarà Vivian Lamarque, poetessa e scrittrice tra le voci più note della poesia italiana contemporanea.
Il filo conduttore resta quello dell’immaginazione. Non come esercizio astratto, ma come capacità di guardare il presente e provare a costruire possibilità diverse. Una prospettiva che il pedagogista Marco Dallari, nel volume Immaginauti. Pensare controvento, definisce attraverso la figura degli “immaginauti”: persone capaci di navigare controvento e controcorrente, costruendo il proprio immaginario invece di limitarsi a seguire quello già confezionato.
E forse è proprio questo il punto del Festival 2026: cambiare linguaggio senza cambiare domanda. Che si arrivi a una risposta attraverso un romanzo, una poesia o un videogioco, l’esercizio resta quello di provare a immaginare ciò che ancora non c’è.
Festival della Biblioterapia 2026: informazioni
📍 Laveno Mombello (VA)
📅 Dal 2 all’11 ottobre 2026
🎮 Gaming, videogame therapy e cultura videoludica
📚 Biblioterapia, letteratura, poesia e laboratori
🎓 Seminario universitario con l’Università degli Studi dell’Insubria
Il Festival è un progetto del Comune di Laveno Mombello, realizzato con il contributo di Regione Lombardia, con il patrocinio dell’Università degli Studi dell’Insubria e di Fondazione per Leggere, in collaborazione con Kur’Art. Del Teatro & altre Muse APS.
Il programma completo è disponibile sul sito di Visit Laveno.
Per partecipare agli incontri e, soprattutto, ai laboratori a capienza limitata è richiesta la prenotazione attraverso il profilo Eventbrite del Comune di Laveno Mombello.







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