Alberto Scaramuzzino è un nome poco noto alle cronache nazionali, ma certamente conosciuto da quelle locali: anche lui, come altri coetanei, fa parte di una lunga serie di nomi associati a morti strane, incomprensibili, violente e inaspettate.
I fatti
Alberto Scaramuzzino aveva 18 anni quando – dopo un litigio – è uscito di casa lasciando la sua famiglia. Il suo tragico epilogo ha presentato da subito molti dubbi: immediatamente, però, nessuna pista è stata esclusa.
Il ritrovamento del corpo
Il cadavere di Alberto è stato trovato in una zona isolata, all’interno della macchina di sua madre, la mattina di domenica 23 maggio ad Arconate. Il corpo di Scaramuzzino parla da solo: è successo qualcosa di terribile. Il 18enne – rinvenuto seminudo – presentava diverse bruciature e ustioni. Sull’auto, invece, non è mai esistito alcun segno di combustione.
La scena del crimine, invece, è strana: altre bruciature sono state ritrovate in alcuni punti vicini all’autovettura; i Carabinieri di Monza, però, non hanno evidenziato altri segni di violenza e in un primo momento la causa della morte è apparsa tutt’altro che chiara. Nonostante l’autopsia e le indagini, il caso di Alberto Scaramuzzino è stato archiviato come suicidio.
Le ipotesi
Secondo una ricostruzione, a mio modo di vedere molto fantasiosa, il giovane avrebbe tentato il suicidio dandosi fuoco nel prato subito vicino alla macchina di sua madre. In preda al dolore, poi, avrebbe cercato di spegnere le fiamme raggiungendo in qualche modo il mezzo. Nessun biglietto è stato trovato nelle vicinanze del cadavere, segno che – forse – non si sia trattato di una morte auto-indotta, ma piuttosto di un omicidio. Purtroppo non lo sapremo mai davvero.





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