Sabato 13 giugno il cortile del Circolo Gagarin si trasformerà in una piccola macchina del tempo musicale. Dalle 21:30 torna infatti l’appuntamento con Classica nel Cemento, la rassegna che porta la musica colta in uno spazio informale e conviviale, questa volta con il concerto del Duo Sospiro.
Protagonisti della serata saranno il mezzosoprano Elsa Biscari e il tiorbista Carlo D’Ariano, che accompagneranno il pubblico in un viaggio tra le atmosfere del Rinascimento e del primo Barocco italiano. Un repertorio lontano dalle grandi platee e dai programmi più battuti, ma capace di regalare emozioni intense grazie all’incontro tra la voce e il suono della tiorba, antico strumento della famiglia del liuto nato tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento per accompagnare il canto.
Il Duo Sospiro è nato nel 2018 dall’incontro dei due musicisti durante gli studi al Conservatorio di Milano. Negli anni ha sviluppato una ricerca artistica dedicata alla valorizzazione della musica antica, riportando alla luce composizioni e sfumature espressive spesso poco conosciute dal grande pubblico.
Un lavoro premiato anche a livello nazionale: nel 2023 il duo ha conquistato il primo premio nella categoria “Musica con strumenti antichi” al Premio del Conservatorio di Milano grazie a un programma dedicato proprio al Seicento italiano.
L’evento si svolgerà nel cortile del circolo, sotto le stelle e tra il verde degli spazi esterni. In caso di maltempo il concerto verrà trasferito nella sala concerti. Le porte apriranno già dalle 18:00, con possibilità di fermarsi per bere qualcosa prima dell’inizio dello spettacolo.
L’ingresso costa 5 euro alla porta oppure 5 euro più diritti di prevendita sulla piattaforma Dice. Come per tutte le attività del Circolo Gagarin, la partecipazione è riservata ai soci ARCI. Chi non possiede ancora la tessera può richiederla tramite l’app ufficiale ARCI e completare il tesseramento direttamente al circolo con una quota associativa di 10 euro.
Per una sera, insomma, il cemento lascerà spazio ai sospiri: quelli evocati da una musica che arriva da quattro secoli fa ma che continua a parlare con sorprendente immediatezza anche agli ascoltatori di oggi.






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