Un altro giro un po’ “Welcome to the jungle” che vale la pena raccontare è quello che porta al ponte tibetano di Turbigo. Il percorso collega la località Tre Salti all’area ex Vita Mayer e si sviluppa da nord a sud, costeggiando il Ticino e inoltrandosi, di tanto in tanto, nei boschi sulle sponde. È un itinerario piuttosto semplice — e lo diventa ancora di più se avete una mountain bike e il terreno è asciutto!
Io alcuni tratti li ho dovuti fare a piedi, anche perché mi è capitato di affrontarli sotto la pioggia! Ma poco importa: l’esperienza ripaga già solo con la vista del ponte e il panorama che offre. Per non parlare di cosa si può trovare dopo: si costeggia il Ticino immersi nella vegetazione più fitta.

Lasciandosi alle spalle la Malpensa, si imbocca subito il canale industriale, e da lì via verso Nosate, dove si incontra il Naviglio Grande. Lo si abbandona all’altezza di Castano Primo per addentrarsi tra i boschi e raggiungere il canale Turbighetto. Dopo qualche curva si arriva finalmente in località Tre Salti: e lì ecco il protagonista del percorso, un ponte in acciaio e legno lungo circa 70 metri, sospeso a otto metri dall’acqua.
Attraversato il ponte, si imbocca il sentiero subito a destra. La strada si addentra in un giovane bosco che costeggia il Ticino, per poi tuffarsi di nuovo nella vegetazione più fitta. Non siate troppo schizzinosi: qualche ragnatela in faccia ve la beccherete di sicuro, ma è il prezzo da pagare per un luogo ancora abbastanza selvaggio.
E poi, per questa volta si può chiudere un occhio… tanto la tappa aperitivo non era prevista!






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