Se sei alla ricerca di un nuovo libro da leggere ma ti senti a corto di idee, ti aiutiamo noi. Questo mese ti consigliamo Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, romanzo d’esordio di Michele Ruol, tra i cinque finalisti del Premio Strega 2025.

Perché leggere proprio questo libro?

☎️ Se pensi che un oggetto non sia mai solo un oggetto

Ognuno dei 99 brevi capitoli che compongono Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia porta il titolo di un oggetto di uso comune. Protagonisti del libro sono due genitori – chiamati semplicemente Padre e Madre – alle prese con l’improvvisa morte dei due figli adolescenti – Maggiore e Minore – in un incidente d’auto. Come elaborare il lutto quando tutti gli oggetti della casa, perfino quelli all’apparenza più insignificanti, come un telefono fisso, un accendino o uno scontrino accartocciato, portano con sé un ricordo?

È proprio grazie agli oggetti che impariamo a conoscere tutti e quattro i componenti di questa famiglia, anche e soprattutto i due ragazzi – di cui fin dalla prima riga conosciamo il destino.

75. stampa 10×15 cm
La foto ritrae Padre, Madre e Minore: era l’ultima di una macchina usa e getta, Maggiore aveva insistito per farla, anche se in realtà il tramonto alle loro spalle li metteva in ombra e i volti erano stati illuminati in modo innaturale dal flash.
Non è particolarmente riuscita, aveva pensato Madre, ma racconta molto. Dell’allegria di quella sera, con Minore in mezzo che abbracciava Madre e Padre e rideva piegando la testa di lato. Di Maggiore, che in quella immagine non c’era – come del resto accadeva spesso: Maggiore in disparte, Maggiore spettatore. Però, in quella sua assenza, c’era la sostanza della foto, c’era la cura con cui li aveva messi in posa, c’era la luce, per quanto sbagliata, che aveva scelto.
È una delle più belle che abbiamo di noi quattro, aveva detto Madre quando le avevano sviluppate.

Se sei alla ricerca di personaggi che ti restino nel cuore

Man mano che scorrono le pagine – e gli oggetti –, conosciamo sempre meglio i quattro protagonisti del libro, scoprendone gradualmente pregi, difetti, sogni, timori. Quella di Inventario di quel che resta dopo che foresta brucia è una storia in cui non ci sono buoni né cattivi, ma solo personaggi dalla straordinaria umanità, a cui sarà inevitabile volere bene.

Come accade per tutti i libri ben scritti, Padre, Madre, Maggiore e Minore diventano per i lettori quasi degli amici, che anche dopo l’ultima pagina resteranno con loro ancora a lungo.

🔥 Se ti piacciono i libri con una bella storia editoriale alle spalle

Dopo aver lavorato per anni al suo romanzo d’esordio, Michele Ruol, di professione medico anestesista, lo ha inviato a una piccola casa editrice indipendente, TerraRossa, che fin da subito ha creduto nella potenza della storia che aveva scritto e lo ha pubblicato.

Il resto lo ha fatto il passaparola dei lettori, che si sono innamorati di questo libro e gli hanno dato la visibilità necessaria per accedere a riconoscimenti via via più prestigiosi. Dal momento della sua pubblicazione, il romanzo di quello che era a tutti gli effetti un outsider nell’editoria italiana ha già vinto il premio Giuseppe Berto e il premio Fondazione Megamark, fino ad arrivare a ciò che sembrava solo un sogno: la cinquina finalista del Premio Strega 2025, di cui sarà annunciato il vincitore il prossimo 3 luglio.

Se ti abbiamo convinto, ti auguriamo una buona lettura!


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Una risposta a “Ti consiglio un libro: «Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia» di Michele Ruol”

  1. Avatar Annalisa Picchetti
    Annalisa Picchetti

    Anche questa volta Francesca ha catturato la mia attenzione e questo sarà uno dei libri che acquisterò per le mie letture estive.

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