Se vivi a Gallarate o nei dintorni e cerchi un evento storico che sa unire rievocazione, spirito di comunità e l’adrenalina della corsa… devi proprio segnarti questa data: l’ultima domenica di maggio. È allora che si corre il Palio di Legnano, uno degli appuntamenti più sentiti e spettacolari della Lombardia. Ma cosa lo rende così speciale?

🎖️ Se ami la storia (e non solo quella sui libri di scuola)

Il Palio rievoca la Battaglia di Legnano del 1176, quando la Lega Lombarda sconfisse l’imperatore Federico Barbarossa. Una vittoria entrata nella leggenda e celebrata ogni anno con una serie di riti e appuntamenti solenni, dal giuramento dei Capitani alla Messa sul Carroccio, celebrata in pieno centro storico, in piazza San Magno.

Ma il Palio, nella forma in cui lo conosciamo oggi, è nato nel 1932: quasi un secolo di gare, sfilate, drammi da contrada e cavalli lanciati al galoppo per la gloria (e per la Croce di Ariberto, il trofeo in palio).

🏰 Se ti affascina il Medioevo in versione XL

Ogni anno, oltre 1.200 figuranti in abiti storici sfilano per le vie di Legnano: dame, cavalieri, popolani e monaci ricreano scene di vita del XII secolo in una delle sfilate storiche più curate d’Italia. Chiude il corteo il mitico Carroccio – il simbolo del potere comunale – seguito dalla Compagnia della Morte, con in testa Alberto da Giussano. Spoiler: è uno di quei momenti in cui viene la pelle d’oca, anche se non sei un fan della storia.

🐎 Se ami le corse che tolgono il fiato

Il clou della giornata è la corsa ippica allo stadio Giovanni Mari. Otto cavalli, uno per contrada, montati a pelo da fantini professionisti (senza sella, sì: pura tradizione). Il campo è un anello di sabbia appositamente preparato per garantire spettacolo e sicurezza. Vince chi taglia per primo il traguardo e porta a casa la Croce. E non mancano i colpi di scena: ogni anno il Palio regala emozioni forti, arrivi al fotofinish e qualche polemica, come in ogni buona saga che si rispetti.

🤝 Se ti piace quando la città si trasforma in una festa condivisa

Le otto contradeLa Flora, Legnarello, San Bernardino, San Domenico, San Magno, San Martino, Sant’Ambrogio e Sant’Erasmo – non sono solo squadre: sono piccole repubbliche emotive con colori, stemmi, reggenze e un’identità forte. La preparazione al Palio dura tutto l’anno e coinvolge centinaia di volontari, artigiani, costumisti, cuochi, allenatori e supporter. E se sei di Legnano o dintorni, una delle prime domande che ti faranno è: “Di che contrada sei?”.

📆 In sintesi: segnati la data e lasciati coinvolgere

Il Palio di Legnano non è solo una rievocazione, è un’esperienza collettiva. Ci si commuove, si tifa, si canta e si discute. E anche se magari non sai distinguere Sant’Erasmo da San Martino, basta partecipare una volta per capire che si tratta di molto più di una corsa di cavalli.

Se ti abbiamo incuriosito, l’appuntamento è già fissato: ultima domenica di maggio, a Legnano.


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2 risposte a “Ti racconto una chicca: Il Palio di Legnano”

  1. Avatar collectorhappily4a4dbc3f10
    collectorhappily4a4dbc3f10

    Molto interessante – grazie per l’informazione Elisabetta 

    Piace a 1 persona

    1. Grazie a te per i complimenti :)

      "Mi piace"

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