📍Via F. Meda 31F, Busto Arsizio (VA)
🗓️ Martedì-Sabato
07:00-12:30/15:30-19:30;
Domenica
07:00-13:00
💡 Colazione, aperitivo, per ricorrenze
💸 2€/20€
🚫 Lunedì
🤧 No lattosio (su richiesta)
Ore 9:00 del mattino di martedì 3 giugno, accompagno la mia fidanzata a fare uno sbattimento di prima mattina a Busto Arsizio. Il milanese (io) proprio nel giorno del suo compleanno, si ritrova per la prima volta nella città natale di Mina. Dovete sapere che il milanese medio ha un’immagine piuttosto precisa (ovviamente sbagliata) del bustese: quella di Patrick e Alexio dei Soliti Idioti. Difficilmente troverete un meneghino che di sua spontanea volontà verrà a visitarla.
Marco, adesso vivi in provincia, e tutti quei simpatici stereotipi di quando eri ragazzo li hai già mandati a farsi benedire parecchi mesi fa. Hai un anno in più, e dovresti essere maturo già da un bel po’.
Penso quindi che, se prima di andare in ufficio mi devo anche fermare da Gattullo o Cucchi, storiche pasticcerie milanesi, e prendere un vassoio di pasticcini per i colleghi, oggi inizio a lavorare dopo pranzo. Sono nella Manchester d’Italia e devo trovare gli Oasis della pasticceria, raccattare la fidanzata dopo l’appuntamento e non arrivare in ufficio a mani vuote. Cerco su Google una pasticceria a Busto. Mi viene fuori la solita (quella col nome del tenente), ma in graduatoria ce n’è un’altra con punteggio più alto: Pasticceria Rivolta. Proviamo.

Arrivo in via Meda 31, entro. Banco pieno di pasticcini, tutti diversi, uno più invitante dell’altro.
A sinistra, i frigo vetrina con coloratissime torte e semifreddi all’interno. Ambiente vagamente freddo anche se a me non interessa praticamente mai, lo indico solamente a titolo informativo. Ognuno di noi lavora con quello che ha a disposizione.
Prendo:
- Qualche bigné
- Qualche tartelletta alla frutta
- Un paio di cannolini siciliani
- Una sfogliatella riccia
- Un mini krapfen (figo, nuovo, forse mai visto prima)
Poi scelgo quelli che per me sono il must del pasticcino e il vero banco di prova per un mio possibile ritorno: le tartellette con crema al limone. Ne hanno due diverse, le prendo entrambe. Posso anche lasciare tutte le altre paste ai colleghi, tanto so già che mi fionderò su quelle due.
Infine, la ragazza al banco mi chiede:
— Vuole anche dei cannoncini?
Effettivamente, il banco era talmente colorato e vario che non mi sono nemmeno accorto che non fossero esposti. Non esiste cabaret senza cannoncini, quindi rispondo di sì.
— Ok, vado a farcirteli.
WOW, addirittura?
Mentre la ragazza che mi ha seguito nella scelta delle paste torna sul retro a farcire i cannoncini, mi rendo conto di essere ancora un po’ rimbambito. Probabilmente il primo caffè della macchinetta di casa non mi è bastato per svegliarmi, quindi chiedo alla signora alla caffetteria un cappuccino e una brioche.
Mi chiede:
— Che brioche vuole?
Io: Marmellata di albicocche, grazie.
Risposta:
— La vuole lievitata o sfogliata?
È la prima volta nella vita che mi viene fatta questa domanda in una pasticceria. Potrai dire che forse non esco molto, ma sai anche tu che solitamente trovi già tutte le brioche farcite per conto loro: per esempio, quella alla crema con impasto soffice e quella alla marmellata a sfoglia.
Provo quindi il cornetto lievitato con marmellata di albicocche: anche questo farcito al momento.
Cappuccino fatto bene. Se ti piace un po’ più schiumato, fa al caso tuo.
Cornetto BOMBA, in tutti i sensi: soffice per davvero, ben alveolato e stracolmo di marmellata.
Mentre finisco la colazione e cerco di non far diventare la mia maglietta come quella della nazionale olandese, noto con piacere la premura della ragazza che mi ha preparato qualche minuto prima il vassoio di pasticcini con un’altra coppia per la scelta di una torta su misura. Consiglia, conferma, e modera le richieste più particolari (vogliamo dire eccentriche?) con il tono giusto. Dato l’atteggiamento con cui ha servito me, mi sarei stupito del contrario.
Arrivo in ufficio. Tanti auguri di qui e tanti auguri di là, fino alla prova decisiva: l’assaggio dei pasticcini. Uno più buono dell’altro. Non ho ancora deciso quale delle due tartellette al limone mi sia piaciuta di più. Crema delicata, profumata e frolla dalla consistenza perfetta. Riesco ad accaparrarmi anche un cannoncino e devo dire che la farcitura fatta al momento fa davvero la differenza: la sfoglia sottile era ancora bella croccante e non umida e impregnata di crema, come si trova solitamente da altre parti.
La mia fidanzata è dovuta tornare a Busto Arsizio qualche giorno dopo. Ero quasi contento che anche quell’appuntamento fosse di mattina. Inutile dirvi che sono tornato a provare la brioche a sfoglia che aveva perso il testa o croce di un paio di mattine prima. Burrosa, croccante, davvero davvero eccellente.
Oltre a tutti i pregi — tra farciture espresse, scelta di impasti per la tua brioche e freschezza dei prodotti — segnalo infine con piacere anche un bel cartello sopra il banco:
“Disponibili pasticcini senza lattosio”, che per chi soffre di intolleranza ai latticini è sicuramente un bel plus per non sentirsi meno coccolati.

Una cosa è certa: le pasticcerie della city, davanti a questa, possono anche aspettare.
Non ti resta che provare la loro colazione per iniziare la giornata con il piede giusto e visitare la loro pagina Instagram @pasticceriarivolta per dare un’occhiata ai loro gioiellini.











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