Il cibo come nutrimento, piacere, dono e occasione di incontro. Ma anche come simbolo delle contraddizioni del nostro tempo. Sabato 13 giugno alle 21, nella suggestiva cornice di Villa Menotti a Cadegliano Viconago, il regista e drammaturgo Gabriele Vacis sarà protagonista di uno degli appuntamenti più attesi del Cadegliano Festival Piccola Spoleto con lo spettacolo “Meditazione sul cibo”.

In scena insieme agli attori della compagnia PoEM, con scenografia e allestimento firmati da Roberto Tarasco, Vacis propone un lavoro che prende ispirazione da Il pranzo di Babette, il celebre racconto di Karen Blixen. Da questa storia nasce una riflessione che va ben oltre la tavola, affrontando temi universali come il valore dell’arte, le occasioni mancate, il talento incompreso e il significato profondo del condividere.

Parole, suoni e immagini si intrecciano nelle “scenofonie” ideate da Tarasco, dando vita a uno spettacolo che invita il pubblico a interrogarsi sul piacere, sulla generosità e sulla capacità dell’arte di trasformare le persone. Per Vacis, nutrirsi non è soltanto un atto biologico, ma un gesto profondamente umano, capace di dare senso all’esistenza.

Una riflessione che dialoga anche con l’attualità. Lo spettacolo richiama infatti il grande paradosso contemporaneo: mentre circa 840 milioni di persone nel mondo soffrono la fame, oltre 2,4 miliardi sono in sovrappeso o obese. Due facce della stessa medaglia che raccontano squilibri, sprechi e disuguaglianze sempre più evidenti.

L’appuntamento si inserisce nel ricco programma del Cadegliano Festival Piccola Spoleto, rassegna promossa da Teatro Blu e diretta artisticamente da Silvia Priori, all’interno del più ampio circuito di Terra e Laghi Festival.

L’edizione 2026 assume un significato speciale perché coincide con il ventesimo anniversario della manifestazione itinerante, che quest’anno si presenta con il tema “Geografie del possibile”. In vent’anni il festival è cresciuto fino a coinvolgere 44 comuni tra Lombardia, Piemonte, Canton Ticino e Macroregione Alpina, con 85 spettacoli distribuiti tra maggio e novembre e quasi 300mila spettatori raggiunti nel corso della sua storia.

«Terra e Laghi ha trasformato la geografia in una drammaturgia in cui i confini non sono barriere ma possibilità», ha spiegato la direttrice artistica Silvia Priori, sottolineando il ruolo della cultura come strumento di comunità e crescita collettiva.

L’evento è a pagamento e rappresenta un’occasione per assistere al lavoro di uno dei più importanti uomini di teatro italiani contemporanei, in una serata che promette di unire riflessione, emozione e bellezza in uno dei luoghi più affascinanti del territorio varesino.


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