SARONNO – A Saronno la festa di Sant’Antonio Abate si avvia verso la chiusura, lasciando alle spalle le coreografie della sfilata storica e scegliendo un finale più raccolto, meno scenografico ma profondamente autentico. Il prossimo fine settimana è dedicato ai riti, alla memoria e a quel senso di comunità che tiene insieme passato e presente.


Venerdì 16 gennaio: memoria e condivisione

Dopo il triduo di preghiera iniziato ieri e in corso anche questa sera dalle 21 alle 23, la giornata di venerdì 16 gennaio si aprirà alle 21 con una messa solenne nella chiesetta dedicata a Sant’Antonio Abate.

Durante la celebrazione saranno ricordati tutti i defunti legati alla chiesetta e al gruppo storico, in un momento di raccoglimento che dà senso e continuità alla festa. Al termine della funzione verrà inaugurata una targa in memoria di Paolo Legnani, ideatore e fondatore della manifestazione, scomparso lo scorso anno.

La serata si chiuderà in modo semplice e conviviale, con panettone e vin brûlé offerti a tutti i presenti.


Sabato 17 gennaio: il borgo contadino prende vita 🐓

Il giorno della solennità di Sant’Antonio Abate inizierà con le messe delle 8.00 e delle 9.00, entrambe con benedizione finale della reliquia del Santo.

A partire dalle 9.30, il borgo contadino tornerà ad animarsi:
prodotti tipici, giochi di una volta, animali da stalla e mestieri d’altri tempi ricostruiranno un’atmosfera che parla di radici e quotidianità contadina.

La reliquia del Santo sarà visitabile dalle 10 alle 22, mentre l’osteria contadina aprirà dalle 11 fino a sera, con i piatti della tradizione che non hanno bisogno di presentazioni.

Protagonista assoluta, come sempre, la polenta cotta a legna in paioli di rame, servita liscia, con zola o con i bruscitt.


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