Ci sono fotografie che non si limitano a fermare un momento, ma lo attraversano. Una di queste è lo scatto di Tano D’Amico che ritrae una giovane manifestante durante il Movimento del ’77: volto coperto, occhi fissi sui carabinieri. Un’immagine diventata simbolo, attribuita spesso a Simonetta Frau, anche se tra dubbi e rivendicazioni.
Uno sguardo che contiene tutto: tensione, coraggio, identità collettiva.
📸 Quando la fotografia diventa politica
Da quell’immagine prende le mosse un nuovo appuntamento al Circolo Gagarin, dove si parlerà del ruolo delle immagini nei movimenti degli anni Settanta.
📅 Giovedì 2 aprile
⏰ Ore 21:15
🎟️ Ingresso con tessera ARCI
L’incontro è promosso da Il Quadrifoglio insieme a Laboratorio Lapsus e Gagarin, all’interno di un percorso dedicato ai movimenti e al loro racconto.

🖤 Non solo documentare, ma partecipare
Negli anni ’70 la fotografia non era neutra. Non stava a bordo campo.
Entrava dentro i cortei, respirava le piazze, diventava parte del discorso. E il lavoro di D’Amico è lì a dimostrarlo: i Volti diventano simboli, le idee prendono forma visiva, dalle periferie alle assemblee, dalle manifestazioni alle crepe sociali di un Paese in trasformazione.

🎯 Perché andarci
Per capire come un’immagine possa raccontare più di mille slogan.
E perché, in fondo, alcune fotografie non appartengono al passato: continuano a interrogare il presente.
E magari, uscendo, vi resterà addosso quella sensazione strana:
che a volte uno sguardo basta per raccontare un’epoca intera. 👀






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