Ci sono tradizioni che non fanno rumore, ma resistono al tempo come radici sotto terra. A Saronno, una di queste torna puntuale con la primavera e con la solennità dell’Annunciazione: il rito della benedizione delle melagrane.
📆 Mercoledì 25 marzo 2026
📍 Santuario della Beata Vergine dei Miracoli
Un appuntamento che intreccia fede e memoria, riportando la città indietro di 449 anni, quando – secondo la tradizione – Saronno fu liberata dalla peste. Da allora, quel gesto si ripete ogni anno, come un filo che tiene insieme passato e presente.
La giornata si aprirà alle 17.15 con il Rosario e il canto delle Litanie, seguiti alle 18 dalla Messa solenne dell’Annunciazione. Poi, il momento più atteso: la benedizione delle melagrane e dei ceri. Un rito semplice, ma denso di significato, capace di attirare fedeli e curiosi, uniti da qualcosa che va oltre la liturgia.
Il protagonista silenzioso è proprio lui, il melograno. Non un frutto qualsiasi, ma un simbolo che attraversa secoli e culture. Nella tradizione cristiana è legato alla figura di Maria: i suoi chicchi, stretti nello stesso guscio, raccontano l’idea di comunità, di unità nella diversità. Un’immagine che, più che spiegata, si lascia intuire.
Non è un caso che questo simbolo sia presente anche all’interno del Santuario: negli anni Trenta, per volontà del beato Alfredo Ildefonso Schuster, vennero realizzate decorazioni con melagrane accanto all’immagine della Madonna. Un dettaglio che oggi suona come una continuità visiva e spirituale.
In un tempo che spesso corre veloce, questa celebrazione resta lì, immobile e viva allo stesso tempo. Un promemoria collettivo: a volte, per capire dove si va, bisogna ricordarsi da dove si viene. 🍎






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