“Five cops just magically appeared at my doorstep. I’ve been better”
Sì, ok, The Rip è un classicone del genere Crime, con un’idea vecchia quanto il cinema: siamo a Miami, ma ben lontani dalla nightlife di South Beach, o dalla sfavillante Brickell, il film è girato ad Hialeah la vera Little havana, quando due poliziotti trovano milioni di dollari e capiscono subito che quei soldi non sono una via d’uscita, ma una condanna.
Da lì in poi, tutto si incrina. La fiducia evapora, i sospetti si moltiplicano e la vera domanda smette presto di essere “che cosa fare?” per diventare “di chi posso fidarmi senza rimanere fregato?”. Nulla di eccezionalmente originale insomma, ma la messa in scena è abbastanza tesa da tenerti agganciato fino alla fine.

Joe Carnahan dirige e scrive con un piglio nervoso, fisico, a tratti ruvido. La sceneggiatura non è sempre all’altezza: inciampa, accelera quando dovrebbe respirare e in certi passaggi sembra accontentarsi di soluzioni già viste. Ed è proprio lì che il film rischia di deragliare. A salvarlo, però, ci pensano Matt Damon e Ben Affleck, che insieme funzionano ancora dannatamente bene. Anche quando il copione va in automatico, loro ci mettono peso, sguardi, stanchezza morale.

Diciamolo chiaramente: da due attori con una carriera così, non si pretende la rivoluzione del genere, ma almeno un film che non sembri tempo buttato. The Rip questo lo garantisce. Non inventa nulla, ma sa come farti restare seduto, con quella sensazione costante che qualcosa stia per andare storto — perché nel crime, prima o poi, va sempre tutto storto.

Alla fine, The Rip – Soldi Sporchi è un noir sporco il giusto, cinico quanto basta, che parla di soldi, potere e compromessi senza fare la morale ma lasciando addosso un retrogusto amaro. Un film che scorre teso, che intrattiene e che ricorda una verità semplice: quando il confine tra giusto e sbagliato si assottiglia, non esistono scelte indolori.

Consigliato a chi ama i crime senza redenzione e le storie in cui nessuno esce davvero pulito.






Lascia un commento