CASSANO MAGNAGO –Le favole non sono mai state innocenti. Sotto la superficie del racconto, tra animali parlanti e morali finali, si nasconde da sempre un sistema di giudizi, categorie e aspettative. È proprio da qui che parte “Favole di La Fontaine”, la mostra di Patrizia Comand che Fondazione FGS inaugura sabato 24 gennaio 2026 alle ore 17.00, nella sede di via 5 Giornate 28 a Cassano Magnago.
L’esposizione apre ufficialmente la III edizione di (dis)UMANIZZAZIONE, progetto culturale che nel 2026 concentra la propria ricerca su un tema tanto silenzioso quanto potentissimo: il pre-giudizio. Non solo stereotipo o opinione distorta, ma vero e proprio dispositivo narrativo che precede l’esperienza, orienta lo sguardo e decide, spesso senza che ce ne accorgiamo, come leggere il mondo e gli altri.
Attraverso un corpus di opere dense di rimandi letterari e simbolici, Patrizia Comand rilegge l’immaginario delle celebri favole di Jean de La Fontaine, trasformandolo in un teatro visivo sorprendentemente attuale. Gli animali diventano maschere, archetipi, ruoli già scritti: il furbo, il potente, l’ingenuo, il vanitoso. Figure che parlano del presente molto più di quanto sembri, mettendo in scena i meccanismi con cui costruiamo giudizi morali e sociali.
Nel percorso espositivo, il colore non addolcisce il racconto, ma lo rende più incisivo. Le favole, per loro natura, classificano e semplificano, e proprio questa funzione diventa la lente attraverso cui osservare il pre-giudizio come filtro narrativo. Come sottolinea la critica d’arte Chiara Gatti, i dipinti di Comand costruiscono un teatro popolato da archetipi persistenti, capaci di attraversare il tempo e restituire ritratti universali della società contemporanea.
Patrizia Comand, attiva dagli anni Settanta e diplomata all’Accademia di Brera, porta avanti da decenni una pittura profondamente narrativa, nutrita di letteratura, mito e allegoria. Tra i suoi lavori più noti figura “La Nave dei Folli”, progetto monumentale realizzato nel 2013 proprio con Fondazione FGS, ispirato al poema satirico di Sebastian Brant e dedicato alla follia collettiva e al teatro dei vizi umani.
All’inaugurazione saranno presenti l’artista e Chiara Gatti, per un dialogo aperto con il pubblico: un’occasione per approfondire il legame tra narrazione, immaginario e pre-giudizio, e per riflettere su quanto spesso i nostri giudizi siano già scritti prima ancora di guardare davvero.
La mostra “Favole di La Fontaine” sarà visitabile dal 24 gennaio al 22 febbraio 2026, nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica, dalle 16.00 alle 19.00. Un invito a entrare in una favola che parla di noi, delle nostre categorie e delle storie che ci raccontiamo per dare ordine al mondo.







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