A grande richiesta (anche se non è vero), un giro tutto asfalto in sella alla mia Verdona!
È inverno, precisamente il 14 dicembre, ore 8.30. Il termometro segna -1°, ma poco importa: in gruppo si pedala di più e ci si scalda prima. Pronti… via! Si recuperano tre amici e si parte. Destinazione: Lago di Monate.

Rispetto allo sterrato, l’asfalto per mio gusto personale è meno affascinante, anche se l’amico Marcy conosce un sacco di stradine poco trafficate, che tagliano le colline e costeggiano i campi.
Dopo circa 15 km iniziano le salitine: le mani si scaldano, i piedi ancora no. Ma quel “rampegone” di Marcello è davanti e tu non vuoi fare il “buco”. Quindi vai, tiri giù un rapporto e lo riprendi. Così spacchi anche il fiato, o almeno così dicono.
Un po’ di su e giù e, nei pressi di Casale Litta, si raggiunge l’altitudine massima del giro. Lo strappo è ripagato dal panorama che offre il posto. Mi è piaciuta anche Varano Borghi, che abbiamo attraversato sfiorando il Lago di Comabbio. Ci devo tornare, perché non c’era tempo per i souvenir: il gruppo mi stava lasciando indietro…
Di corsa fino a Monate, si costeggia il lato nord e ci concediamo una pausa caffè vista lago. Inizia a vedersi il sole, ma da solo non ce la fa a scaldarci. Quindi via, si riparte: culo in sella e piedi agganciati per il ritorno.
Percorriamo altre strade a me sconosciute tra Osmate, Cadrezzate e Lentate. Poche macchine e la natura che si congela, fino ad arrivare a Vergiate. Da lì in poi, palazzi e auto.
Procediamo tutti belli in fila, tipo a Capodanno, accompagnati dai pe-pe-pe-pe degli automobilisti nevrotici della domenica. A bombazza sul Sempione per il record sul segmento e si arriva a Gallarate in breve tempo.
Sprizzettone rinforzante e si torna a casa con una settantina di chilometri nelle gambe, circa 460 metri di dislivello positivo, 14 gradi e i piedi ancora freddi, ma con il cuore caldissimo.







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