VARESE – Ci sono elementi così essenziali da diventare invisibili, finché qualcuno non ci costringe a guardarli davvero. L’acqua è uno di questi. Ed è proprio da qui che parte la serata proposta dall’associazione Le Vie dei Venti, in programma sabato 24 gennaio 2026, dalle 21:00 alle 23:00, alla Sala Giuseppe Montanari (ex cinema Rivoli) di Varese. L’ingresso è a offerta libera.
Attraverso una selezione di reportage fotografici firmati dal fotoreporter Bruno Zanzottera, il pubblico verrà accompagnato in un viaggio che attraversa continenti e contraddizioni. L’acqua emerge come rito, come bene conteso, come assenza drammatica, diventando chiave di lettura di temi ambientali, politici e profondamente umani. Un percorso visivo che mette in relazione risorse naturali e fragilità globali, senza filtri e senza scorciatoie.
“Aman Iman!”, dicono i Tuareg del Sahara: l’acqua è vita. Una frase semplice, quasi elementare, che racchiude una verità antica quanto l’uomo. La vita sulla Terra nasce dall’acqua, i nostri corpi ne sono composti per la maggior parte, eppure la sua mancanza continua a segnare confini, conflitti e destini. Le immagini di Zanzottera restituiscono questa evidenza con forza e rispetto, lasciando spazio alla riflessione più che alla retorica.
Il fotografo sarà presente in sala. Zanzottera ha iniziato a fotografare giovanissimo, spinto da una passione per il mondo celtico, ma è con il suo primo viaggio africano nel 1979, attraversando il Sahara fino al Golfo di Guinea a bordo di una Peugeot 404, che prende forma una carriera lunga oltre trent’anni. L’Africa resta il suo punto di riferimento, senza però escludere Asia e America Latina, esplorate fino alle aree più remote del pianeta.
Nel 2008 è tra i fondatori dell’agenzia fotografica Parallelozero e nel corso degli anni ha collaborato con testate italiane e internazionali come National Geographic Italia, Geo France, Geo International, Focus, Bell’Europa, oltre a essere inviato della rivista Africa. Specializzato in reportage sociali, culturali ed etnografici, negli ultimi anni ha dedicato un importante progetto agli ultimi nomadi del pianeta, seguendo comunità in India, Italia e Afghanistan.
Una serata che non promette risposte facili, ma sguardi lunghi. E che invita a fermarsi, osservare e ricordare quanto ciò che diamo per scontato sia, in realtà, la nostra più grande ricchezza 💧📷






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