SESTO CALENDE – L’Epifania 2026 a Sesto Calende cambia volto. Dopo il dramma che ha colpito la località svizzera di Crans-Montana, il Direttivo della Pro Sesto Calende, in accordo con l’Amministrazione Comunale, ha scelto una linea di sobrietà e rispetto, confermando l’appuntamento del 6 gennaio dedicato ai più piccoli, ma rinunciando agli elementi più spettacolari che negli anni passati avevano caratterizzato la festa.

Una decisione che non nasce dalla volontà di cancellare un momento atteso dai bambini, ma dalla consapevolezza che, in certi momenti, anche il modo di festeggiare racconta una comunità.

Un programma ridotto, ma condiviso

Il cambiamento più evidente riguarda l’arrivo della Befana. Quest’anno la “vecchina” non arriverà dalle acque del Ticino, come avveniva in passato, ma sarà presente direttamente in piazza Garibaldi e piazza De Cristoforis a partire dalle 15.00. Tutte le attività saranno concentrate in questi spazi, presidiati dai volontari, evitando qualsiasi elemento scenografico che possa risultare fuori luogo nel clima di lutto e vicinanza alle famiglie coinvolte nei tragici fatti di Capodanno.

Una riflessione che va oltre la festa

La scelta della Pro Sesto Calende non è solo un gesto di cordoglio, ma anche l’occasione per una riflessione più ampia sul tema della sicurezza e della responsabilità nella gestione degli eventi pubblici, soprattutto quelli che coinvolgono i minori. La tragedia di Crans-Montana ha imposto un momento di consapevolezza: educare i più giovani significa anche trasmettere il valore della prudenza e della gestione delle emergenze, affinché la festa resti sempre un’esperienza serena per tutti.

Le luci si spengono prima

A chiudere simbolicamente l’Epifania sarà un gesto semplice ma eloquente. Al termine delle attività pomeridiane, lo spegnimento delle luminarie natalizie avverrà in anticipo rispetto al previsto, segnando la fine delle festività con un silenzio luminoso, condiviso e rispettoso.

Un’Epifania diversa, forse più silenziosa, ma capace di raccontare una comunità che sa fermarsi, riflettere e stringersi attorno ai più piccoli senza dimenticare ciò che accade appena oltre confine.


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