VARESE — Un pomeriggio dedicato alla scoperta del passato attraverso la ricerca scientifica più avanzata. Venerdì 12 dicembre, alle 17.00, la Sala Montanari di Varese ospita la quarta edizione del Bio-Archaeo Day, l’appuntamento annuale dell’Università dell’Insubria dedicato alla bioarcheologia e all’antropologia, aperto gratuitamente al pubblico. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Comune di Varese e in collaborazione con il Museo Archeologico di Villa Mirabello.

A coordinare l’evento saranno Barbara Cermesoni, conservatrice museale e archeologa dei Musei Civici, e Marta Licata, responsabile del Laboratorio di Antropologia dell’Insubria. In programma, un pomeriggio ricco di divulgazione scientifica, confronto e aggiornamenti sulle più recenti ricerche condotte dal Laboratorio.

Una giornata aperta dal mondo accademico
L’appuntamento si aprirà con i saluti istituzionali di rappresentanti del Comune, dei Dipartimenti dell’Università dell’Insubria e delle Soprintendenze coinvolte nei progetti di scavo e tutela del territorio. Un parterre ampio che testimonia l’importanza crescente del lavoro interdisciplinare nel campo della ricerca bioarcheologica.

Subito dopo, spazio all’équipe del Laboratorio di Antropologia — Roberta Fusco, Nicol Rossetti, Chiara Tesi, Arianna Vanni e Nina Mafodda — che, insieme alle studentesse e agli studenti impegnati nelle tesi di ricerca, presenteranno i risultati delle ultime campagne scientifiche, sia in laboratorio sia sul campo.

Tra Piemonte e Lombardia: tutti i progetti al centro dell’incontro
Le prime sessioni saranno dedicate alle indagini condotte in territorio piemontese, con interventi di paleopatologia, antropologia fisica e metodologie di recupero di contesti sepolcrali a Vercelli e San Genuario.

A seguire, il focus si sposterà sulla Lombardia e in particolare su Varese e provincia:

  • lo studio del Cimitero Vecchio di Viggiù,
  • la bioarcheologia dell’infanzia nella Varese medievale e post-medievale,
  • il caso affascinante e delicato della mummia del bambino di Villa Mirabello, un ragazzo di circa 11-12 anni che, secondo gli studi, sarebbe morto in seguito a un’infezione respiratoria.

Divulgazione, collaborazione e futuro della ricerca
Il Bio-Archaeo Day non è solo un’occasione scientifica, ma anche un momento di riflessione sul ruolo delle collaborazioni tra enti, sulla valorizzazione del patrimonio bioarcheologico e sull’importanza della divulgazione come ponte tra il mondo accademico e la cittadinanza.

L’iniziativa conferma l’impegno dell’Università dell’Insubria nel portare avanti una ricerca che unisce rigore, innovazione e una forte volontà di rendere accessibili al pubblico le storie che il passato ancora custodisce.

Un appuntamento da non perdere per chi ama la storia, la scienza o semplicemente ha voglia di scoprire cosa raccontano le tracce più silenziose dell’umanità.


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