La mela non cade mai lontano dall’albero

La sceneggiatura, firmata da Roman Polański è un gioiello di accuratezza e brutalità. Due coppie di genitori si ritrovano per discutere e risolvere una questione relativa ad un litigio dei figli appena accaduto. Ogni battuta scava, destabilizza, fa emergere la natura più infima dei protagonisti. Tutti indossano una maschera sociale – l’educazione, la razionalità, la moderazione – ma nessuno riesce a tenerla su troppo a lungo, ed è solo questione di tempo prima che tutto esploda.

John C. Reilly interpreta con sorprendente naturalezza un uomo inizialmente accomodante e bonaccione, che gradualmente si rivela il più imprevedibile e ambiguo del gruppo. Dall’altra parte del ring, Christoph Waltz è il cinico per eccellenza: fastidioso, glaciale, più attaccato al suo cellulare che alla conversazione. Al suo fianco, una Kate Winslet elegantemente sull’orlo del collasso emotivo, mentre Jodie Foster incarna con energia febbrile il punto di rottura, la furia repressa che esplode e trascina tutto con sé.

Ma ciò che rende Carnage davvero indimenticabile è la regia di Polański. In uno spazio ridotto, il regista costruisce tensione con movimenti fluidi, inquadrature studiate al millimetro e una capacità rara di gestire il ritmo, nonostante la quasi totale assenza di azione. Il campo visivo si restringe, la stanza sembra chiudersi sui protagonisti come una trappola ed hai la sensazione quasi di soffocare.

Pur comprimendo in poco meno di un’ora e venti un ampio ventaglio di discorsi “alti” veicolati attraverso l’ironia acida, il film non dà mai l’impressione di essere approssimativo o di non sapere dove andare a parare, dispensa più di un momento di genialità sofisticata, e persino negli eccessi delle parti basate su urla e strepiti non accusa cadute di tono.

Il twist finale costituisce la coda avvelenata per una esilarante e lucida rappresentazione di un disagio genitoriale che ha del grottesco mano a mano che si fa sempre più sorprendente nel suo delirio. Ad emergere è soprattutto l’avvocato interpretato da Christoph Waltz, che ancora una volta allinea quell’irresistibile cinismo già apprezzato nei suoi ruoli da Oscar per Quentin Tarantino (il nazista Hans Landa di Bastardi senza gloria, il cacciatore di taglie King Schultz di Django Unchained), confermandosi ancora una volta un interprete sottile e affascinante.

Uno dei migliori film di Polański insomma, e una gabbia di pura ed equilibrata follia nella quale per lo spettatore è un piacere farsi imprigionare.


Scopri di più da gallarangeles

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

In voga