Anche l’Italia ha il suo Nessy; secondo le antiche credenze, non solo Loch Ness sarebbe abitato da un drago acquatico, bensì anche la città di Angera.
La leggenda narra, infatti, di una creatura millenaria che vaga ancora oggi per le acque del Lago Maggiore, ma da dove arriva questa teoria? Negli anni la storia è stata tramandata di generazione in generazione, arrivando fino ai giorni nostri.
Il drago di Angera è protagonista di affreschi e favole per i più piccoli e proprio in queste ultime si parla di un animale fantastico che – avvolto da una nube nera – dalle acque profonde del lago giungeva fino alla riva, sputando fuoco sui bambini che giocavano sulla battigia e mangiandoli interi in pochi secondi.

La leggenda del drago del Lago Maggiore si fonde anche con un’altra importante figura: quella di Uberto Visconti. Quest’ultimo, conosciuto come il più coraggioso cavaliere di quei tempi, salvò due bambini dalle grinfie dello strano animale, sguainando la spada e imponendosi su di lui.
Dopo una sanguinolenta battaglia, Uberto uccise il drago e, per ricordare le sue gesta, il simbolo venne apportato sulle armi della famiglia Visconti e sul loro stemma.
Nonostante la dinastia sia conosciuta per le sue grandi battaglie, come quella di Desio, oggi vive ancora nella memoria degli abitanti di Angera e della Lombardia tutta anche per la vicinanza ai più piccoli. La Rocca del paese, infatti, oltre ad ospitare opere e affreschi che ricordano le gesta dei Visconti, dal 1988 è anche sede del Museo delle Bambole e dei Giocattoli, che – a oggi – risulta essere uno dei più grandi in Europa.






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