📍 Via L. Borghi 14, Gallarate (VA)
🗓️ Lunedì-Domenica 14:00-22:30
💡 Gelato Gourmet
💸 3€/25€

Partiamo subito da un presupposto: se state cercando una gelateria dove mangiare il gusto Puffo o Kinder Bueno, probably this is not your thing.

Possiamo tranquillamente catalogare Dyrò in una particolare categoria delle gelaterie da “adulti”; non solo per la ricerca degli ingredienti, ma anche per le diverse consistenze dei prodotti che propone, dove anche l’arredamento minimal del locale fa capire subito che qui non c’è spazio per troppe sovrastrutture color pastello.

Qui i colori, veri e naturali, li trovate principalmente all’interno del loro banco frigo.
Non fatevi ingannare dalle apparenze: senza nulla togliere ai gelati più “commerciali”, dovete capire anche voi che il gusto pistacchio non può essere color menta, e che la nocciola non dovrebbe avere la stessa consistenza del fior di latte.

Angelo, titolare della gelateria, grazie alla sua precedente vita da chef, sa perfettamente che per creare grandi piatti non esistono scorciatoie: una filosofia che lo guida alla realizzazione dei suoi gelati artigianali senza basi pronte. Solo latte, panna, acqua, zuccheri, dosi calibrate al milligrammo e sapori ben bilanciati; ogni gusto ha la propria struttura ben definita, senza eccessi d’aria dati da mantecature troppo spinte.

La frase “non hai le basi”, questa volta, non suona come un difetto ma come un vanto.

Il gelato non si scioglie appena ti viene passato il cono tra le mani: vi sporcherete la maglietta solo se sarete voi ad essere maldestri (eccomi qua), e a piacere vi verrà servito con panna montata fatta in casa.

Sia il cono che la cialda servita con la coppetta sono friabili e fragranti, con un leggero retrogusto di mais, dato da una studiata, ricercata e fortemente voluta, ricetta senza glutine.

Dopo la (noiosa?) filippica sulle ricette, veniamo adesso ai gusti, la parte più interessante e anche qui ne leggerete delle belle.

Quelli che ho assaggiato:

  • Zabaione: ottimo. Non sembra quello della nonna, ma quello della mamma. Uno zabaione con un leggero sentore di marsala dolce e non eccessivamente carico di alcool, ricorda vagamente una crema al passito per la sua delicatezza.
  • Noce Lara: una dolce noce di origine francese, coltivata anche in Italia tra Veneto e Friuli. Consistenza piacevolmente pastosa, granulosa al palato, grazie all’utilizzo delle noci fresche e non di una pasta. Texture che ritroviamo anche nei gusti Nocciola, Pistacchio e Arachide Salato.
  • Panna cotta con croccante all’amarena: aroma di panna di montagna e amarena non invadente (credo che le Amarene Fabbri qui restino fuori dalla porta).
  • Pesca: anche qui, la pesca fresca la ritroverete in tutto e per tutto, sia nel gusto che nella compattezza e succosità naturale della sua polpa.
  • Limone: già alla vista incredibilmente cremoso e avvolgente.

Rullo di tamburi…

  • Sorbetto alla Birra
  • Massa di Cacao Guatemala
  • Mascarpone con Frutta Candita
  • Ricotta di Bufala
  • Asiago e Miele
  • Gorgonzola

Angelo nelle sue preparazioni dedica una cura ai limiti del maniacale alla ricerca e alla lavorazione dei latticini. Il consiglio che vi do è, se volete assumervi il rischio, di abbinarli sempre a un gelato alla frutta. In particolare, il gusto Zola accompagnatelo al Fico o al Dolcetto Prugna. Posso assicurarvi che, se preparate mentalmente il palato, non ve ne pentirete.

Dyrò è veramente un atelier, uno spazio creativo di pezzi unici. Se volete assaggiare un gelato diverso, vintage, senza rinunciare ai gusti classici, fateci un salto e provate a non picchiare la testa contro il muro dopo averlo assaggiato.

Visita la loro pagina Instagram @dyrogelato_official: ti basterà scrollare un po’ per sentirti dentro una palette Pantone dedicata al gelato. E occhio ai loro nuovi gusti fantascientifici… I neuroni di Angelo schizzano fortissimo.

#WelcometoGallarangeles


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Una risposta a “Ti consiglio un posto: Dyrò Atelier Gelateria, gusto contemporaneo dall’anima antica”

  1. […] TARTE TATIN DI CIPOLLE ROSSE CARAMELLATE; lo scrivo URLANDO, per rendere l’idea.Nel nuovo menù è accompagnata da una fonduta di Caciocavallo Irpino. Io l’ho assaggiata con quella di Castelmagno. Sfoglia, cipolle, olio, sale, pepe, zucchero, panna e formaggio. NON SERVE CHE DICA ALTRO per farti capire quanto è buona. Un consiglio non richiesto per il buon Fabio: chiedi agli amici di Dyro di proporti un gelato ad hoc per elevare ancora di più questo piatto (trovate la recensione QUI). […]

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